Il Tirreno

stabilimenti

Concessioni al 2033, i balneari di San Vincenzo resistono al Tar

La spiaggia di San Vincenzo durante l'estate (foto Paolo Barlettani)
◗
La spiaggia di San Vincenzo durante l'estate (foto Paolo Barlettani)

Le imprese si affidano a un legale dopo il ricorso presentato dall'Autorità garante della concorrenza e del mercato

2 MINUTI DI LETTURA





SAN VINCENZO. Provano a tenere botta i titolari di concessioni demaniali sanvincenzini. Fanno fronte comune e si costituiscono per resistere all'Autorità garante della concorrenza e del mercato (Agcm) che ha presentato ricorso al Tar della Toscana contro i quindici anni di proroga delle concessioni, in deroga alla direttiva Bolkestein. Il Comune di San Vincenzo alla fine del 2020 aveva deciso di mettersi in scia al resto degli enti locali che sono parte del G20 spiagge, ovvero le principali destinazioni balneari d'Italia che superano la soglia di un milione di presenza a stagione. L'estensione al 2033 delle concessioni demaniali a uso turistico e ricreativo, sulla scorta della legge 145 del 2018, passata con i soli voti della maggioranza nella seduta del consiglio comunale del 30 novembre, adesso dovrà superare l'esame dei giudici amministrativi del Tar della Toscana a cui ha deciso di rivolgersi l'Autorità garante della concorrenza e del mercato (Agcm). Nessun fulmine a ciel sereno. Ma un passaggio atteso. Del resto, l'azione dell'Autorità è in linea con quanto fatto nelle altre località balneari in cui si è deciso per la proroga automatica delle concessioni.

Senza andare troppo lontano un provvedimento analogo del Comune di Piombino è oggetto di ricorso al Tar della Toscana. Nel caso di San Vincenzo l'impugnazione della delibera consiliare è stata decisa dall'Autorità il 30 marzo, ma ne è stata data comunicazione nel bollettino ufficiale del 3 maggio. Il passaggio alle carte bollate s'inserisce in una scia di sentenze controverse, a fronte di uno Stato che sembra non riesca a riformare il sistema di rilascio e rinnovo delle concessioni per renderlo compatibile con il sistema di diritto europeo. La legge 145 del 2018, che porta il nome dell'estensore Centinaio, resta la grande incompiuta.I titolari di concessioni sanvincenzini hanno scelto di affidare le loro ragioni all'avvocato Cristina Pozzi a cui si deve l'elaborazione dell'emendamento alla legge 145/2018 promosso dal senatore Gian Marco Centinaio (Lega), già ministro al Turismo nel primo governo Conte. Una proposta innovativa per riformare le concessioni demaniali marittime, escludendo gli stabilimenti balneari dalla direttiva europea Bolkestein con argomenti inediti che potrebbero essere utilmente sottoposti alla Commissione europea.

Stando a quanto anticipato sulle pagine di Mondo Balneare «nelle more della realizzazione di una più complessiva e doverosa riforma» che fu già sottoposta dallo stesso ministro Centinaio all'Unione europea nel luglio 2019, non si tratta di una proroga automatica, già dichiarata illegittima dalla Corte di giustizia europea con la sentenza "Promoimpresa" del 14 luglio 2016, bensì di «un periodo transitorio, perfettamente compatibile con la disciplina europea». Questa è parte della tesi con cui di fronte ai giudici amministrativi si proverà a sostenere la fondatezza della proroga delle concessioni balneari al 2033.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il lutto

Camaiore, addio a Giuseppe Vecoli: conosciuto commerciante con la passione per le moto

di Roy Lepore