Il Tirreno

il vino dell’isola

Vendemmia al via, la raccolta è buona Meno danni da siccità e cinghiali

di Stefano Bramanti
Vendemmia al via, la raccolta è buona Meno danni da siccità e cinghiali

I viticoltori elbani sono soddisfatti: sarà un’annata di qualità L’unica minaccia concreta alle viti è la “peronospora”

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PORTOFERRAIO. Vendemmia 2018 avviata in molte parti dell’isola. E i viticoltori sono generalmente soddisfatti di un’annata che darà buoni risultati, sebbene la raccolta sarà inferiore come quantità. La natura ha scongiurato il ripetersi di forti siccità, come era avvenuto negli anni scorsi e in particolare nel 2017. Tale fatto ha determinato minori attacchi alle vigne da parte dei cinghiali, che hanno trovato altro modo di bere senza fare incursioni nelle vigne alimentandosi di chicchi di uva, provocando i soliti danni fisici ed economici. C’è però un aspetto negativo: la peronospora si è sviluppata in alcune aziende agricole, per casi di eccessiva umidità ambientale.

«Ho iniziato la raccolta delle uve bianche che vanno a maturazione prima, come Chardonnay e le altre tipologie sono ormai a fine maturazione – ha detto al Tirreno Italo Sapere dell’azienda Sapereta – Quest’anno nella primavera e anche in altri periodi, ci sono state piogge ed è stata evitata la grande siccità, ma per le nostre esigenze la quantità di acqua è stata appena sufficiente. L’annata si presenta buona anche se varie aziende hanno avuto problemi per la diffusione in vigna della peronospora, una malattia della vite causata da un agente patogeno fungino, che viene favorita dal clima caldo umido dovuto appunto ad abbondanti piogge. Ciò porta in generale ad una minore produzione vinicola».

Antonio Arrighi, titolare dell’azienda omonima a Porto Azzurro, ha iniziato col Moscato. «Si – dice – è stata la prima tranche di vendemmia e da lunedì (oggi) avvio la raccolta del Viognier, del Chardonnay e poi ci dedicheremo al Vermentino. Molto bella l’uva che vedo in vigna, anche se in quantità minore e quest’anno avrò la raccolta del mio nuovo vigneto di Syrah. I raid dei cinghiali sono molto calati ma in ogni caso mi sono premunito: con una spesa di circa 1500 euro ho provveduto a mettere recinzioni con filo elettrico per vari chilometri. Siamo in difficoltà da anni per via degli ungulati e la regione Toscana pare dimenticare tale piaga, dichiarando l’Elba vocata alla presenza di tali animali introdotti negli anni 70» .

E infine Giuliano Grazzini, titolare dell’azienda La Galea a Marina di Campo fa notare che «rispetto agli anni scorsi il cinghiale trova qualcosa di più fresco nella macchia per le piogge avvenute e quindi è meno propenso ad attaccarsi a grappoli verdi». Mentre Francesco Ederle dela tenuta delle Ripalte fornisce notizie leggermente diverse. «La vendemmia sta procedendo regolarmente e promette di riconfermare i numeri dello scorso anno. È stata un po’ anticipata e ci impone a raccolta serrata. I cinghiali sono sempre presenti nonostante le barriere difensive. C’è stata presenza di un po’ di marciumi, ma nulla di significante: sono dovuti alle piogge e quindi all’umidità di questa strana estate».

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