Il Tirreno

Rifiuti industriali, risorse dai 50 milioni destinati alla bonifica della falda

Cumuli di polveri per abbattimento fumi e scaglie di laminazione ammucchiati da molti anni nell’area chiamata Li53
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Cumuli di polveri per abbattimento fumi e scaglie di laminazione ammucchiati da molti anni nell’area chiamata Li53

Silvia Velo risponde a Legambiente: scorporo possibile visto che una parte degli interventi tocca al privato

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PIOMBINO. Pochi giorni fa Legambiente con Adriano Bruschi, presidente Val di Cornia e Fausto Ferruzza, presidente toscano, hanno scritto una lettera aperta alla sottosegretaria all’Ambiente Silvia Velo, all’assessora all’Ambiente della Regione, Federica Fratoni, all’assessore alle infrastrutture della Regione, Vincenzo Ceccarelli, e alle istituzioni locali, chiedendo in sostanza se ci sono i soldi per bonificare la cosiddetta Li53 piena di cumuli di rifiuti industriali, e in che tempi si possono immaginare le bonifiche.

A rispondere alle questioni sollevate da Legambiente è la sottosegretaria Silvia Velo sui temi di competenza del ministero dell’Ambiente (lasciando dunque le questioni delle cave, agli enti titolari delle decisioni su quel tema specifico, Regione e Comune di Campiglia) secondo cui «è bene precisare, come d’altra parte ho provveduto a fare in più occasioni, che il Governo ha messo a disposizione 50 milioni di euro da destinarsi a bonifiche di aree pubbliche, relativamente a interventi necessari e urgenti per garantire la salute pubblica».

«Per questo motivo – prosegue Velo – il progetto in fase di elaborazione da parte di Invitalia prevede bonifiche e messa in sicurezza operativa della falda e dei suoli di competenza pubblica».
Sulla questione dei cumuli, pur ribadendo che è da sempre all’attenzione del ministero dell’Ambiente, Velo precisa «che questi ricadono in area demaniale».

Ma la novità è che parte di quei 50 milioni – la stima del fabbisogno fatta da Rimateria è di 10-12 milioni – potranno essere usati per ripulire per ripulire l’area e realizzare nuovi spazi in grado di accogliere rifiuti provenienti dalla gran parte delle bonifiche.

«Dal momento che parte degli interventi pubblici sui suoli, all'esito del completamento del layout produttivo saranno coperti da interventi del privato – dice infatti la sottosegretaria all’Ambiente – le risorse residue disponibili, rispetto ai 50 milioni di euro stanziati, potranno essere riprogrammate per la rimozione dei cumuli».

Una decisione «che potrà essere valutata – spiega Velo – nell’ambito del Comitato di indirizzo dell’Accordo di programma solo quando sarà disponibile la revisione dello studio di fattibilità di Invitalia. Naturalmente sarà poi necessario rivalersi in danno con il soggetto responsabile, così come prevede la normativa vigente».

Per quanto riguarda la questione delle bonifiche, «gli interventi a carico del soggetto privato – dice la sottosegretaria – sono chiaramente definiti nell’Accordo di programma sottoscritto ai sensi dell’articolo 252bis. Nello specifico restano a carico del soggetto privato non responsabile gli interventi di messa in sicurezza operativa (ai sensi dell'art. 240 del Dlgs 152/06) che consistono in interventi atti a garantire l'assenza di rischi sanitari ed impedire la diffusione della contaminazione compatibilmente con l'esercizio delle attività produttive».
«Gli interventi previsti nell’area Aferpi – è l conclusione di Velo – sono pertanto in linea con quanto previsto dalla normativa vigente. Gli atti relativi allo svolgimento delle Conferenze dei servizi sono pubblicati, unitamente alla documentazione di interesse per il procedimento, sul sito www.bonifiche.minambiente.it».
 

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