Gioco
Architettura sociale per curare i bambini in mostra all’Esagono
A Baratti le tavole inedite dell’architetto Vittorio Giorgini sull’Istituto psicopedagogico pensato per Livorno e mai realizzato
PIOMBINO. Didattiche per il recupero di bambini con disagi sociali e psicologici. Ma in spazi a misura dei piccoli pazienti e dell’ambiente. Un’architettura sociale, che sembra sconosciuta oggi a più di cinquant’anni da quando è stata “pensata” e che richiama un solo nome, Vittorio Giorgini.
Sabato mattina Ieri mattina, a Baratti l’inaugurazione della mostra col materiale inedito, dall’archivio dell’architetto fiorentino, dedicata all’Istituto psicopedagogico (1964-1968) mai realizzato a Livorno; mostra a Baratti, nella Casa Esagono, che Giorgini realizzò per sé nel 1957 (la prefabbricata in legno, sua residenza estiva fino al 1969).
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Casa Esagono che ha fatto pure da scenario a un pomeriggio di letture animate per bambini a cura dei volontari “Nati per leggere”. La regia, in occasione della VI Giornata nazionale degli Archivi di architettura, è dell’Associazione Baco (Baratti architettura e arte contemporanea) - Archivio Vittorio; argomento scelto, appunto “Vittorio Giorgini e il ruolo sociale dell’architettura. L’Istituto psicopedagogico di Livorno”. Cerimonia intorno alle 10,30. Relatori, architetti, appassionati a cui presto si è unito un pubblico attento e curioso (per visite guidate ininterrotte fino al tardo pomeriggio).
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Dunque trekking, bici o sole-mare, volentieri accantonati un po’ per scoprire altre declinazioni nella capacità di Giorgini di “dar vita”, con l’architettura, a forme organiche, dinamiche, alla ricerca di un rapporto di interazione con la natura (com’è ancora Casa Esagono - con le strutture inanimate ma un po’ “animali” che la circondano - o la vicina Casa Balena - Dinosauro) e che si sarebbero potute tradurre in un progetto inedito. Un complesso sanitario che doveva sorgere in zona Monte Rotondo a Livorno, sul terreno di Villa Maurogordato (proprietà del Consorzio provinciale antitubercolare) destinato alla cura di bambini con problemi.
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L’Istituto, primi anni Sessanta, avrebbe dovuto ospitare differenti tipologie di bambini con varie problematiche. Come hanno spiegato i relatori «un complesso pensato integrando attività didattiche e di recupero, con aule, laboratori, refettorio, palestre, piscine e teatro, oltre agli uffici amministrativi e agli ambulatori».Più un’equipe di medici specialisti, assistenti ed insegnanti che avrebbe garantito tutte le funzioni di recupero e educazione dei piccoli. A dare il benvenuto, insieme al presidente Baco, Marco Del Francia, l’assessore alla cultura Paola Pellegrini (“lavorando in Asl - ha rivelato con emozione, condivisa da tutti - conosco questo studio e mi impegnerò nella ricerca dei documenti che non ne hanno favorito la realizzazione”). Chiarimenti sull’Istituto psicopedagogico da Del Francia e dall’architetto Fabio Caciagli. Di Benedetta Tognetti dell’Università di Pisa il progetto di inventariazione e digitalizzazione dell’Archivio Vittorio Giorgini. Possibile visitare la mostra fino al 24 giugno, su prenotazione, scrivendo a info@archiviovittoriogiorgini.it
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