Attenzione
Animal Project striglia il Comune
Chiesti interventi sul randagismo dopo il caso della ragazza rincorsa da alcuni cani
PORTOFERRAIO. Ancora una volta siamo costretti a constatare che di fronte alla richiesta di intervento da parte di un cittadino la polizia municipale di Portoferraio non è in grado di intervenire come di competenza». È quanto affermano dall'associazione animalista Animal Project in merito alla disavventura capitata a una ragazza di Portoferraio che è stata attaccata da una muta di cani a San Giovanni. Aggredita, si è arrampicata su una struttura di legno, dove è rimasta a lungo. Ha quindi raccontato l'episodio alla polizia municipale e alla televisione locale Tele Elba. Sulla vicenda è intervenuta l'associazione Animal Project.
«L’episodio occorso alla povera Irene – spiegano da Animal Project – non è che l’ultimo di una lunga serie: dopo lo choc subito si reca personalmente agli uffici della polizia municipale per rappresentare la situazione di pericolo e l’unica risposta che ottiene dall’agente è che in proprietà privata non è possibile alcun tipo di intervento. E se il branco avesse preso di mira un bambino? E se la prossima volta aggredisse concretamente qualche malcapitato?».
Ma ciò che fa arrabbiare di più l'associazione è il fatto che i vigili urbani fossero, secondo quanto riportato dada Animal Project, «già stati avvertiti da tempo da alcuni abitanti impauriti della presenza di questo branco di cani in zona Bucine e San Giovanni, che faceva razzia di tutto riuscendo persino ad entrare nelle case private. I cittadini ci hanno riferito che già allora la risposta della polizia municipale è stata la seguente: spiacenti ma non possiamo far niente perché non abbiamo il servizio di accalappiamento».
Animal Project ricorda che il Comune è tenuto per legge alla cattura dei cani vaganti, alla verifica tramite lettura del microchip, se presente, dell’eventuale proprietario e ad assicurare il rispetto della normativa, avviando le procedure per l’invio dei cani vaganti presso i canili convenzionati o irrogando la sanzione amministrativa a carico di chi lascia gli animali liberi e incustoditi. «Di fronte ad una situazione di pericolo per l’incolumità pubblica tale obbligo risulta ancor più stringente e non è accettabile alcun comportamento omissivo - spiegano dall'associazione - Chi sarà responsabile in caso di ulteriori aggressioni? Siamo rammaricati dal fatto che ogni volta in cui si cerca di far rispettare le procedure previste dalla legge, non si hanno mai risultati positivi. Ringraziamo la povera Irene di aver portato alla luce il fatto e di aver denunciato l'accaduto ai carabinieri, auspicando che si faccia prontamente luce sulla questione». L’episodio riporta l’attenzione sul tema del randagismo, mai risolto all’Elba: basti pensare a quanto accaduto con il canile comprensoriale mai realizzato.
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