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Nuova vita per Terrarossa, l’innovazione al servizio della comunità e del territorio

Nuova vita per Terrarossa, l’innovazione al servizio della comunità e del territorio

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Ci sono mille cose che diamo quotidianamente per scontate: l’acqua, per esempio. Apriamo il rubinetto e ci sembra addirittura naturale che ne sgorghi acqua pulita, così come non pensiamo mai all’impegno e alle infrastrutture per restituirla pulita all’ambiente. Irrighiamo i nostri campi senza fermarci a riflettere che un elemento così fondamentale nella storia e nelle nostre vite di tutti i giorni è invece un bene che va gestito quotidianamente e che per riuscirci servono competenza, passione e continui investimenti.

È quello che sta facendo AdF (Acquedotto del Fiora) con il sistema Terrarossa: un complesso di reti e impianti, cantieri simbolo con i tecnici sempre all’opera, esempio tangibile del nuovo corso di Terrarossa e presidio chiave nella tutela della laguna di Orbetello, del Monte Argentario e della costa sud della Maremma, con grande impegno da parte dell’azienda che da quando, a fine maggio 2023, è subentrata nella gestione si è trovata a fronteggiare una situazione particolarmente complessa. Le parole d’ordine sono impianti completamente rinnovati e messi in sicurezza, con pompe di ultima generazione e sistemi avanzati di telecontrollo rinnovati e soprattutto tutela dell’ambiente.

L’importanza della stazione P13 è massima: da qui l’acqua pulita, dopo essere stata trattata dal vicino depuratore, viene rilanciata al largo di Ansedonia, grazie ad un tubo sottomarino lungo quasi 4 chilometri. Sempre ad Ansedonia, nei mesi scorsi, sono stati realizzati importanti interventi e monitoraggi, inclusa l’immissione nella rete fognaria di sostanze colorate traccianti, assolutamente innocue, al fine di rilevare la presenza di anomalie di funzionamento o possibili rotture delle condotte.

Il subentro di AdF nella gestione del depuratore di Terrarossa e della relativa rete di collettamento delle acque reflue nei comuni di Monte Argentario e Orbetello, inclusi i due depuratori minori siti in località Ansedonia, ha visto coinvolti nel percorso enti locali e regionali, istituzioni, enti di controllo e Autorità Idrica Toscana.

In parole povere, per la cittadinanza, tutto questo si traduce in qualcosa di immediatamente percepibile, come la scomparsa dei cattivi odori, oltre a una serie di progetti destinati al riuso delle acque reflue per irrigazione, usi civili e altre finalità, insieme alla messa sicurezza della Laguna, alla quale AdF dedicherà un focus specifico anche nei prossimi mesi.

“Siamo l’azienda del territorio e facendo squadra stiamo affrontando anche questa partita” – commenta il presidente di AdF Roberto Renai - mettendo la tutela dell’ambiente e della risorsa idrica al primo posto, grazie anche al patto di fiducia con i Comuni soci”.

Sottolinea l’amministratore delegato di AdF Piero Ferrari: “Ambiente, sostenibilità, innovazione e riuso sono i punti cardinali con cui abbiamo affrontato questa nuova sfida industriale. Sono al vaglio anche progetti di riuso delle acque da depurazione e per la transizione ecologica”.

“Siamo molto soddisfatti che AdF sia subentrata nella gestione e abbia previsto un ingente investimento per mantenere in efficienza l’impianto, e riponiamo massima fiducia nell'azienda, nel presidente Roberto Renai e nell'amministratore delegato Piero Ferrari con i quali collaboriamo da sempre in modo proficuo su più fronti”, sottolinea il primo cittadino di Orbetello, Andrea Casamenti, e, afferma il sindaco di Monte Argentario, Arturo Cerulli: “questi nuovi interventi contribuiscono a garantire al nostro territorio un livello ottimale di depurazione delle acque, elemento essenziale per la salvaguardia ed il rispetto dell’ambiente in un’area di eccellenza come l’Argentario.”

Su un totale di 16 milioni di euro di investimenti stimati per il “sistema Terrarossa” fino al 2031 (destinati ad aumentare alla luce delle crescenti complessità emerse), ne sono stati previsti oltre 2 milioni e 600 mila tra il 2023 e il 2024, di cui 1 milione già messo a terra per interventi realizzati e conclusi in questi primi 5 mesi.

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