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Mi derido ergo sum
Per ridere – e far ridere – bisogna scavare nei nostri tic, le nostre manie, le nostre paure. La comicità e lo sberleffo sono la cronaca sincera (e impietosa) dei tempi che viviamo. Siamo uomini e donne più o meno felici, più o meno impegnati, più o meno arrabbiati. Soprattutto, per fortuna, siamo ridicoli. La conferma, per la terza volta, ci arriva da Livorno
“Smettila; piantala di prendere in giro, di burlarti di me, di noi”. Già, il buffone, la satira. Talvolta danno fastidio, bruciano. Ma è quel bruciore che non lascia ustioni e che – alla lunga – fa bene. Sembra facile ma non lo è; prendere in giro e “prendersi” in giro. L’ironia è una scienza; esatta? Non troppo ed è questa, in effetti, la sua grande forza. C’è una sola regola imprescindibile: per divertire, per ridicolizzare la politica, i costumi, la società, il lavoro, la coppia, bisogna sapere – in primis – ridere di noi stessi. Ma questo l’abbiamo già detto; perché anche il “tormentone”, non c’è dubbio, fa bene all’umorismo.
Come siamo messi, in Italia, con l’umorismo, la satira, la comicità? Presto detto: abbiamo e abbiamo avuto, nei secoli dei secoli, numerosi “mostri” del ridicolo. Mostri assolutamente sacri che nel cinema, sui palcoscenici, nel piccolo schermo ma anche al bar, sul tram, in ascensore, hanno saputo (e sanno) muoversi con perizia nell’ironia. L’Italia e la Toscana. La Toscana e Livorno, città caustica per definizione, forse la “campionessa” indiscussa del caustico senza mezze misure, senza riguardo per chi – prima o poi – si dichiarerà offeso, diffamato; messo “alla berlina”. Ma bisogna stare al gioco: bisogna ridere e deridersi.
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Siamo arrivati: è proprio qui a Livorno che, a partire dal 28 settembre, prende il via la terza edizione di “Il senso del ridicolo”, festival italiano sull’umorismo, la comicità e la satira. Tre giorni stracolmi di idee, dibattiti, incontri, spettacoli, letture ed eventi tutti da ridere e da… studiare. Perché la satira (pure questo l’abbiamo già detto) è anche una scienza.
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Non sarà esatta ma ha le sue regole, i suoi esperimenti e ripensamenti. “Il senso del ridicolo”, pertanto, non è una rassegna di comici o di spettacoli; non è nemmeno, doveroso precisarlo, un convegno scientifico sull’umorismo. È, invece, un’esplorazione culturale e antropologica, un viaggio nei territori dell’umorismo e dell’ironia. Diciamo pure un safari. Domanda: chi sono gli animali esotici da stanare e fotografare? Siamo noi, sempre noi.
Anche per questa terza edizione il “motore” del Festival è la Fondazione Livorno, in collaborazione con il Comune. Direttore artistico dell’evento è Stefano Batterzaghi. Altri protagonisti? Paola Cortellesi, Rocco Tanica, Michele Smargiassi, Concita De Gregorio, Fabrizio Gifuni, Giuseppe Civati… Non solo, come si vede, uomini e donne di spettacolo: c’è la politica, c’è il giornalismo, la letteratura e molto altro. Di nuovo: ci siamo noi.
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Il programma prevede ben diciannove eventi. Si va dal cinema (“Romanzo popolare” di Monicelli, “Saxofone” di Renato Pozzetto, “Kamikazen” di Salvatores) alla politica che può e deve ridere di sé (“Il censo del ridicolo: politici e buffoni” – incontro-dibattito di Batterzaghi con G. Civati e Francesco Costa). Ancora: teatro e cabaret con Paola Cortellesi, Concita De Gregorio e Simone Lenzi con “Ma sei fuori? Il distacco come condizione dell’umorismo”, poi Irene Soave, Sara Chiappori, Walter Fontana… Siamo a Livorno, siamo preparati a tutto.
Pronti a imparare; imparare a ridere. Di noi.
Il senso del ridicolo –28/30 settembre 2018 – Livorno
http://ilsensodelridicolo.it
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