«Herons a Lucca? Bella opportunità per nuovi tifosi e ulteriori sponsor»
La delusione playoff non smorza l’entusiasmo
MONTECATINI. Vuoi per il turbinio di emozioni lasciato in eredità dalla stagione, puntellata dalla vittoria della Coppa Italia ma chiusa col ko in finale per la promozione in A2 con Avellino, vuoi per l’esilio forzato dal Palaterme e il trasferimento al PalaTagliate di Lucca, in un suggestivo revival di fine anni Ottanta, vuoiper il mercato lampo o per il progetto Herons Young, ma per la Fabo Herons Montecatini non è affatto un’estate come le altre.
Senza appoggio in via Cimabue, il cuore operativo degli aironi pulsa in Traversagna, nella sede della Crabiz, società di consulenza e formazione che affianca dal giorno zero il progetto Herons. Sia come sponsor che, più direttamente, nelle persone dei fondatori, Lorenzo Rattazzi e Davide Zinanni (ci lavora anche il presidente Andrea Luchi), tra i sette soci del sodalizio rossoblù. È proprio con Zinanni, delegato a bilancio e controllo di gestione, che ci affacciamo sul dietro le quinte del club.
A quel che le si legge in faccia, la finale persa non vi ha tolto nemmeno un briciolo di slancio.
«Il nostro obiettivo è migliorarci ogni giorno, imparando dai nostri errori e lavorando per crescere. Siamo ripartiti con grande entusiasmo perché abbiamo ancora in mente il tutto esaurito del Palaterme in finale, che mancava da anni. Questo ci inorgoglisce e ci dà la carica per andare avanti. Assieme alle aziende che ci sostengono, i tifosi sono il nostro riferimento. Oltre ai risultati ci sono i valori e l’appartenenza: abbiamo da sempre grande rispetto e riconoscenza per la nostra storia rossoblù».
A proposito di storia, si torna a Lucca per fare di necessità virtù. In che modo vi proporrete nella zona?
«C’è una storia di successo che parla e infatti non abbiamo mai avuto dubbi sul fatto che Lucca fosse la nostra destinazione naturale, siamo grati al Comune per l’accoglienza. Naturalmente non sarà semplice, lì c’è un’altra squadra di B2 e nel 2025 il PalaTagliate (che quest’anno ospiterà le partite casalinghe e gli allenamenti di rifinitura della Fabo, mentre gli altri saranno al PalaVinci e al PalaPertini di Ponte Buggianese, nda) sarà oggetto di lavori. Però è un’opportunità importante di intercettare nuovi tifosi (per questo organizzeremo eventi e presentazioni) ma anche nuove aziende. Lavoreremo su tre grandi fronti: consolidamento delle sponsorizzazioni esistenti, coinvolgimento del tessuto economico della Piana Lucchese e il progetto Herons Young. Per cogliere al meglio le nuove opportunità stiamo potenziando la nostra struttura commerciale e marketing sotto la guida di Gianluca Meucci».
Di fronte al quarto anno di vita della società, che bilancio traccia del modello Herons?
«Aver impostato fin dall’inizio questo progetto sportivo come un’azienda ci ha consentito di rispettare uno dei nostri pilastri fondamentali, la sostenibilità economico finanziaria. Il modello Herons si basa sul sostegno diffuso da parte di più aziende. Abbiamo chiuso la stagione con 110 aziende sostenitrici, a partire dal main sponsor Fabo, ognuna con un impegno diverso ma a cui offriamo una proposta commerciale cucita addosso. Erano 56 alla fine del primo anno, 78 dopo il secondo e ora 110».
Punterete un’altra volta al bersaglio grosso anche in questa B Nazionale 2024-25?
«Abbiamo voluto allestire una squadra competitiva che possa primeggiare, prendendo giocatori che volevamo in base alla programmazione tecnica. Sarà un campionato difficile, molto più dell’anno scorso. Oltre alle due Montecatini, nel nostro girone, più che nell’altro, ci sono piazze storiche e caldissime: Roseto, Ruvo, Pielle, Virtus Roma, tante squadre allestite per vincere. Per le trasferte spenderemo il 60-70% in più rispetto all’anno scorso. Quel che conta però è il campo, dove dovremo lottare e vincere una partita alla volta. Siamo ambiziosi ma allo stesso tempo con i piedi ben piantati a terra. Sappiamo bene che il successo è frutto di piccoli miglioramenti quotidiani».
Siete un’altra volta tra le poche squadre a partire senza straniero.
«Se avessimo trovato il profilo giusto l’avremmo valutato, ma inserire per forza un comunitario non ha senso. Abbiamo trovato ciò che volevamo negli italiani che abbiamo preso. Mastrangelo, Klyuchnyk e Trapani non sono soltanto giocatori forti ma anche uomini spogliatoio. Ricordo che quando incrociammo Orzinuovi ai playoff del 2023 Trapani mi colpì e chiesi agli altri: ce lo potremmo mai avere uno così? Anche Fernandez ad esempio lo seguivamo da tempo».
È felice di essere entrato nel basket tre anni fa?
«La passione per lo sport è nel dna della famiglia Zinanni, me l’ha instillata mio padre. Ho avuto un’esperienza di cinque anni nel calcio, ma quando ho visto nascere il progetto Herons ho capito che era qualcosa di unico e speciale. Andrea Luchi ha fatto il resto e farne parte è stata una scelta azzeccatissima. La vittoria della Coppa Italia è stata tra i momenti di più grande soddisfazione di questi anni. Sono emozioni che valgono tutti i sacrifici».
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