Sicurezza
Fabo vuole ballare in Puglia
In gara tre Montecatini sempre sull’acceleratore per non far rientrare Ruvo. E oggi cerca il bis per andare sul due pari e giocarsi il tutto per tutto alla quinta
MONTECATINI. "#Iocicredo" c’era scritto sui fogli che il pubblico sulle tribune teneva in vista in Gara 3 per dimostrare ai giocatori la fiducia nei loro confronti. Hanno avuto ragione tutti: chi ha stampato quei cartelli rischiando che diventassero il souvernir di un brutto ricordo, e chi li ha sventolati. Nei playoff in ogni partita si impara qualcosa. Nelle prime due la Fabo ha imparato che con Ruvo una quindicina di punti di vantaggio non bastano per stare tranquilli, e per questo venerdì ha tenuto l’acceleratore a tavoletta fino alla fine, perché dopo due schiaffi del genere stai lì a chiederti: “Ma 18 basteranno? 21 basteranno? 25 basteranno?”. Così succede che a un certo punto gli avversari capiscono che sì, quei punti bastano, così il massimo vantaggio arriva all’ultimo minuto, perché non vuoi rischiare niente.
In Gara 3 gli Herons hanno imparato che serve una difesa forsennata, fisica, quella che ci ha riportato la “Banda Barsotti” a cui eravamo abituati quando l’età del roster era un po’ più bassa e in centimetri un po’ meno. E hanno imparato anche – ovvietà – che se fai un canestro da 3 ogni de tiri , tutto è più facile. Con questo bagaglio di esperienza fresco la Fabo oggi alle 18 al Palaterme gioca Gara 4 per pareggiare la serie e tornare a Ruvo e far sentire la Tecnoswitch per la prima volta con le spalle al muro. Gli aironi ci si sono già, come due giorni fa. Una condizione che non li ha schiacciati, ma anzi ha prodotto un'energia capace di illuminare il palazzo anche senza allaccio alla rete elettrica. Ora le notizie meno buone, dal punto di vista rossoblù: anche i giocatori di Rajola hanno imparato in queste tre partite. Sono riusciti a ribaltare l’andamento delle prime due ma sono crollati nella terza: «Sapevamo – spiega il coach ospite – che Montecatini avrebbe messo in campo un’intensità fortissima, ma non siamo riusciti a stare sullo stesso livello. Abbiamo retto metà gara, poi a la delusione e la consapevolezza che la partita se ne stava andando, ci ha fatto calare».
Contento e Ghersetti, entrambi tenuti a riposo nel finale, hanno svolto l’allenamento di tiro del sabato mattina: «Sono acciaccati, niente di particolare, decideremo sul momento se impiegarli» dice ancora il tecnico. In casa Fabo invece tiene banco la distorsione al ginocchio sinistro di Sgobba: non c'è interessamento dei legamenti, il giocatore ha già iniziato la riabilitazione, ma anche in questo caso la situazione verrà valutata all'ultimo. «Non sarebbe stato giusto e nemmeno coerente a quello che si era visto in campo nelle prime due partite – ha detto Federico Barsotti dopo Gara 3 – uscire senza vittorie. Ora proveremo a impattare e tornare in Puglia, sapendo che sarà difficilissimo perché abbiamo davanti una squadra che segna canestri che non ho mai visto in nove anni di serie B».
Provando a immaginare il confronto di oggi il coach dice: «Gara 4 è forse l’unica partita in cui la stanchezza può essere determinante: ci sono solo 48 ore per recuperare, e quindi l’energia può farla da padrona». I momenti più brillanti sono stati quelli in cui la Fabo ha spostato velocemente il pallone, soprattutto quando i lunghi si passavano la palla sui tagli, rinunciando a un tiro di difficoltà media per darne a un compagno uno più facile. La ricetta non può che essere la stessa, con un'avvertenza: nei playoff difficilmente ci sono due partite che si somigliano. Stavolta è successo nelle prime due occasioni, e i rossoblù sperano che valga anche per le seconde due. Il futuro non si vede, ma è lì, nelle traiettorie del pallone, nelle gocce di sudore, nelle facce dei giocatori.
Tra poco diventerà presente e da domani passato. Sperando di averne uno a portata di mano, di futuro, di nuovo in Puglia.
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