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Herons, per espugnare Ruvo è necessario uno scatto in più

di Lorenzo Mei
Marco Arrigoni a canestro in gara 1 contro Ruvo di Puglia (foto Herons Basket)
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Marco Arrigoni a canestro in gara 1 contro Ruvo di Puglia (foto Herons Basket)

Semifinale playoff serie B, la Fabo a caccia dell’1-1 stasera (ore 21) al PalaColombo. Coach Barsotti: fondamentale aggiustare le percentuali nel tiro da tre punti

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MONTECATINI. Le squadre che nutrono ambizioni importanti, come giocarsi fino alla fine un salto di categoria, devono avere uno scatto in più nella manopola del rendimento, della forza di volontà, della lucidità pescata in fondo al magazzino delle risorse. Quel “clic” che ti trasforma da una squadra che fa le cose per bene quando tutto gira per il verso giusto in una che, come disse Meneghin qualche settimana fa all’Imperiale, «non accetta la sconfitta».

In gara 1 a Ruvo di Puglia la Fabo, che aveva fatto due quarti e mezzo spettacolari, non è stata capace di trovare quello scatto in più, che invece ha trovato la formazione di casa, che dopo il -16 ha dimezzato lo svantaggio nel giro di poche azioni e poi ha sgretolato il gruzzolo messo da parte dai rossoblù per dare una spallata quando non c’era più tempo (e nemmeno i giocatori, visti i problemi di falli) per ribaltare un’altra volta l’andamento. Ma parliamoci chiaro: è probabile che se la partita fosse andata avanti altri minuti il divario sarebbe aumentato.

Ad ogni modo sono speculazioni inutili, perché come ha detto il coach rossoblù Federico Barsotti «Nei playoff conta fare il punto: noi non ci siamo riusciti quando stavamo giocando benissimo e sfiorando una grande impresa». Semplice, sintetico, cristallino. Oggi si torna in campo, sempre in trasferta con inizio alle 21, e c’è una seconda occasione per provare a cambiare il fattore campo e guadagnarsi un eventuale spareggio al Palaterme. Anche qui tocca essere spietati: se domenica era difficile, oggi diventa difficilissimo, perché l’occasione di gara 1 era una di quelle che, appunto, una squadra ambiziosa non deve lasciarsi sfuggire. Un’occasione che nessuno le ha regalato, che ha conquistato difendendo al limite della perfezione e attaccando con grandi passaggi sui tagli, liberando buoni tiri da vicino e dalla media distanza, in una giornata in cui la prestazione al tiro da 3 è partita malino e si è conclusa in modo disastroso (18%, con Chiera a 1/9). Poi è chiaro che la sorte ci ha messo del suo: prima con l’ennesima assenza di Carpanzano (probabile forfait anche stasera) con la febbre, e poi con Contento che tira due volte lunghissimo dalla posizione frontale e si ritrova graziato dal tabellone. Anche il metro arbitrale che, senza pendere da nessuna parte, ha probabilmente penalizzato gli sforzi difensivi degli Herons, si può includere tra i fattori indipendenti dalla volontà e dagli sforzi. Ma ci sono state questioni anche meno estemporanee, come zona ordinata da Rajola che ha mandato in tilt l’attacco montecatinese, incapace di trovare alternative a una circolazione ristagnante (due infrazioni di 24”) e a un tiro al bersaglio con i risultati già citati. Come si riparte oggi per riprovarci, sapendo che Ruvo si farà trovare più pronta? Anche qui ci viene in aiuto Barsotti quando dice che «sono successe diverse cose particolari, ci portiamo a casa 31 minuti in cui abbiamo condotto e sappiamo di aver giocato fino al penultimo possesso in una serata dal 18% da fuori. Sistemeremo qualcosa e, sperando di aggiustare le percentuali, proveremo a pareggiare la serie».

E possono essere utili anche le parole del match-winner Marco Contento, che a fine gara ha detto: «Viviamo per questi momenti, per giocare partite che non hanno niente a che vedere con la stagione regolare. Non voglio sembrare presuntuoso, ma io in certi momenti mi trasformo». Eccolo quel “clic”, quello scatto che ti permette la trasformazione citata in avvio e che la Fabo aveva fatto sentire, per esempio, in semifinale di Coppa Italia con Roseto. È un fattore che si può cercare dentro se stessi, mentre lo “stumb” del tabellone che fa ingoiare la palla al ferro, come la svirgolata sul tiro di Benites, possono capitare, ma non dipendono dai protagonisti. È un altro ingrediente, comincia sempre per c, e come si dice, aiuta gli audaci.

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