Il Tirreno

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Fabo impallina Sant’Antimo

di Lorenzo Carducci
Fabo impallina Sant’Antimo

Herons formato schiacciasassi conquista il successo e agguanta il secondo posto e sabato c’è lo scontro diretto con la Libertas Livorno sconfitta a Piacenza

28 marzo 2024
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MONTECATINI. Dalla delusione di San Valentino al martirio di Sant’Antimo, il passo è breve. Dall’ultima infrasettimanale casalinga, persa dalla Fabo il 14 febbraio di un solo punto contro la Piombino del giustiziere Piccone, alla larghissima vittoria di ieri sera sempre al Palaterme e sempre di mercoledì, contro la Psa dell’asso greco Kamperidis (per lui una serata no) e del super play Gallo (il migliore dei suoi), oltre che dell’ex Gema Digno.

Nel mezzo un mese e tredici giorni, ma soprattutto la Coppa Italia vinta a Roma, primo trofeo della storia degli Herons che ieri i tifosi hanno potuto ammirare da vicino, sbizzarrendosi con le foto. Assieme alla Coppa, la crescente consapevolezza di un gruppo che come risultati e classifica non ha mai deluso ma che adesso spiazza per faccia tosta e alchimia. Riuscendo, come nella stracittadina con Gema, a tenere a riposo Carpanzano e Lorenzetti.

A onor del vero la Sant’Antimo di ieri sera, priva dei due lunghi Colussa e Quarisa entrambi infortunati, non è che lontana parente della squadra che ha risalito la china fino a mettere il fiato sul collo alla Gema, al quarto posto del girone A. La partita è infatti a senso unico. Il pubblico – un bel colpo d’occhio complice la presenza di circa 150 ragazzi del settore giovanile della Cestistica Pescia, affiliata al progetto Herons e le cui squadre sono state presentate nell’intervallo - non fa in tempo ad acclimatarsi che il punteggio è già sull’8-0, poi 19-2 e ancora più avanti 25-6.

I partenopei lasciano praterie che gli aironi in maglia blu edizione Final Four percorrono indisturbati verso canestro: nell’altra metà campo la Geko sparacchia malamente da tre, chiudendo il primo quarto addirittura con 0/10. I padroni di casa nel frattempo continuano a macinare basket champagne, al ritmo dei passi di break dance dell’airone Larry, la mascotte, tra un time out e l’altro. Sul 35-14 la reazione d’orgoglio degli ospiti, che guidati da Gallo sfruttano l’abbiocco dei rossoblù e con un parziale di 11-2 arrivano a -12 (37-25), salvo tuttavia tornare subito a meno 22 al 20’ sotto i colpi di un Chiera sempre più in stato di grazia, con 7/7 dal campo di cui 5/5 nel primo tempo.

Con il divario nell’orbita dei trenta punti, la seconda metà di gara ha poco da dire, se non l’irrobustirsi dei tabellini. Ma il meglio della settimana deve sempre venire: la Fabo è attesa per sabato sera al PalaMacchia dalla Libertas Livorno, col dente avvelenato dopo la finale di Coppa, in un derby che vale il secondo posto a 4 giornate dalla fine. Dopo il ko di ieri sera a Piacenza gli amaranto sono infatti a -2 dai termali, ma con una gara in più da recuperare.

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