Il dolore
Herons sconfitti di un punto
Partita combattutissima con un finale in volata, mille colpi di scena e cambi di inerzia. Premiata Piombino che confeziona un colpaccio su un parquet espugnato solo dalla Pielle
MONTECATINI. Nel giorno di San Valentino, dal Palaterme Herons Montecatini e Piombino danno vita a 40 minuti di dichiarazione d’amore al basket. Al termine di una partita combattutissima che conferma lo spettacolo a cui sono condannate le due squadre quando s’incontrano, un finale in volata con mille colpi di scena e cambi di inerzia premia i gialloblù, che confeziona un colpaccio clamoroso su un parquet prima di ieri sera espugnato solo dalla Pielle Livorno (anche lei di un punto) e reagisce con i fatti al -24 incassato domenica con Avellino. La Fabo invece si lecca le ferite, col rammarico di aver lasciato libero di segnare il colpo del ko un tiratore mortifero come Piccone, nell’ultima azione del match e sul +2, senza riuscire a far fallo su Berra come chiesto da coach Barsotti. L’attacco successivo e disperato, l’ultimo, non viene neanche male ai rossoblù, con Natali a ricevere sotto canestro salvo fallire per un contatto dubbio. Ma sul non fischio la partita finisce e la Solbat festeggia coi tifosi al seguito la seconda vittoria più che meritata (dopo il +10 dell’andata) su due scontri diretti. La squadra di Cagnazzo mostra fin da subito di poter rovinare la festa delle 100 presenze a coach Barsotti, Carlotti, Dell’Uomo e Giancarli ma anche la serata a tutti gli altri avversari e al pubblico di casa. Il primo a dimostrarlo è il mago Venucci, che tra accelerate tutto campo, canestri e assist guida i suoi fino al 19-21 siglato da Turel in transizione, coi padroni di casa a trovare il pari al 10’ con Natali. Ma è nella seconda frazione che il Golfo entra in uno dei suoi momenti di trance agonistica, sulle ali del piccolo indiavolato Piccone, che con due siluri di fila incide addirittura il +7 (27-34) iscrivendosi a modo suo a referto. Un momento delicato per gli Herons, che commettono una marea di errori tra palle perse e scelte forzate e quando sembrano ritrovare il bandolo della matassa con la reazione sospinta dai canestri di un produttivo anche se non sempre lucido Radunic (38 pari), prima dell’intervallo arriva un’altra marea. La doppietta dall’angolo del solito Venucci lasciato colpevolmente solo ristabilisce le gerarchie, il punto esclamativo del +8 invece lo mette De Zardo dall’arco a fil di sirena, mandando la Solbat a riposo con un pazzesco 7/12 da tre. Una Fabo troppo brutta per essere vera, con ancora da mostrare la propria fame da competizione. Che infatti esce nel terzo quarto col parziale di 13-2 con l’impronta di Natali, così da trasformare il 41-52 in 54 pari. In una serata dalle percentuali basse, la Fabo prova ad aggrapparsi alla cattiveria in difesa, a rimbalzo e nelle palle vaganti che invece era venuta meno nel primo tempo. Però a uscire coi due punti in saccoccia dal convulso finale, da fine terzo quarto sempre in bilico di massimo due tre punti, sono Piccone e compagni. Aironi invece che non escono dall'incubo del mercoledì: quarta sconfitta in cinque turni infrasettimanali.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
