Il Tirreno

Montecatini

La Fabo ha ritrovato se stessa

di Lorenzo Carducci

	Un’azione della Fabo
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Un’azione della Fabo

Gli aironi liquidano la pratica Cassino in meno di tre quarti (102-66) e dimenticano in fretta la sconfitta di Caserta: al Palaterme va in scena il basket champagne

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MONTECATINI. Vantaggio stabile nel secondo quarto, spallata della vittoria nel terzo, finito 29-11 (dal +9 al +27) con tanto di giocata della serata: l’alley hoop “invertito” partito da Radunic, che sarebbe il centro, a disegnare l’assist per il taglio di Benites, il play, per l’appoggio in salto del momentaneo +16. A giudicare dagli sprazzi di basket champagne offerto dalla Fabo ieri al Palaterme contro Cassino, la brutta sconfitta rimediata a Caserta domenica scorsa è servita eccome. Tant’è che la pratica ciociara dura non più di due quarti e mezzo, nonostante l’avvio gagliardo offerto dagli ospiti di coach Auletta, classe ’95 e tra i più giovani della categoria. Troppa la voglia degli aironi di lasciarsi alle spalle l’inciampo contro l’ultima in classifica - che comunque sabato sera è andata a vincere anche a Omegna - e di festeggiare la decima vittoria casalinga e 17ª su 22 partite mantenendo il primato a tre con le livornesi. Con una dedica anche a Cristiana Bechini, ex giocatrice Uisp molto conosciuta nell’ambiente cestistico valdinievolino e scomparsa a soli 60 anni per una grave malattia. Eppure gli ospiti non avevano cominciato per niente male: motivati dalle due triple in avvio del lungo serbo e leader offensivo Dincic e schierati dietro a zona 2-1-2 col contropiede pronto in canna, dapprima nel pieno del duello balcanico resistono ai canestri di Radunic (suoi 8 dei primi 10 punti degli aironi alla prima da titolare) e poi con un parziale di 12-2 guidato dalle scorrazzate di Milosevic e Moreaux si portano sul +5 (14-19). Per ingarbugliare lo schema ciociaro la Fabo ha bisogno di aumentare i giri del motore, infatti quando lo fa trova il canestro con più ritmo e torna avanti nel punteggio. Avendo il doppio merito di precipitarsi nelle praterie libere – in particolare con Arrigoni, Dell’Uomo e Lorenzetti – e al contempo girare la palla per trovare i vantaggi a difesa schierata, spesso e volentieri da Radunic e Sgobba dentro l’area. Che poi tanto se arrivano i raddoppi ci sono gli scarichi per Chiera e gli altri. Una fluidità che, in concomitanza del calo fisiologico degli avversari a segno in continuità solo con Dincic, manda le maglie bianche di casa all’intervallo sul +9. Dal rientro sul parquet la partita è a senso unico, gli aironi si trovano a meraviglia, chiudono la coppia di quarti centrali con 57 punti segnati e possono regalare ai tifosi dieci minuti interi di scioltezza e applausi, superando i 100 punti con il “bimbo” Alessandro Magrini. Oltre all’autorevole dominio di Radunic, ancora una volta con un rapporto punti-minuti da non credere (23 punti in 23’), rispetto alle ultime due prove più opache affiora la bella serata di Adrian Chiera, aggressivo e lucido nell’incanalare la propria classe. Tutta benzina e autostima che fa bene in vista della trasferta di sabato a Fiorenzuola, squadra che ha rischiato il colpaccio al PalaMacchia con la Pielle.

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