Gioco
La Fabo scopre di non poter più fare a meno del ritrovato Radunic
Il centro croato in due gare ha realizzato 47 punti, con il 50% da tre
MONTECATINI. Ormai gli Herons sentendo la parola mercoledì pensavano alla faccia smunta e inquietante della piccola Addams, non proprio benaugurale: di mercoledì avevano giocato tre volte rimediando tre delle quattro sconfitte.
Maledizione finita due giorni fa, quando la Fabo ha travolto Salerno in una partita durata 15 minuti. Dopodiché Barsotti ha fatto alzare i guastatori che apportano un surplus di energia (Lorenzetti e Dell’Uomo), gli ospiti hanno cominciato a martellare il ferro e Radunic ha fatto il suo ri-esordio al Palaterme. Qui non si tratta di cancellare i meriti di una squadra consegnandoli nelle mani di un giocatore: il croato è un’addizione non solo a livello individuale, ma anche per come si può inserire nei meccanismi di gioco degli aironi, offrendo al coach una serie di assetti alternativi, come il quintetto con Arrigoni da 3: «Abbiamo fatto di necessità virtù – spiega Barsotti – Dell’Uomo aveva mal di schiena e Carpanzano non era utilizzabile. Però sarà replicabile quando ci servirà un quintetto alto. Devo capire quali sono gli abbinamenti migliori, tutto è facilitato dal fatto che questi giocatori amano passarsi la palla».
Della prestazione di Radunic bisogna pur parlare, perché quello che si è visto in queste prime due partite (e che forse non sarà sempre replicabile) è un giocatore fuori categoria, che entra in punta di piedi e allo stesso tempo rivolta la partita come il famigerato calzino, ma misura 50 e passa. Il tutto con una naturalezza che fa impressione e che consegna allo staff tecnico un centro migliorato sia nel gioco che fisicamente. Per una volta i numeri dicono molto: ha giocato fin qui 35 minuti e ha segnato 47 punti, con l’85% da 2 e il 50% da 3. Più di così, ma anche così, era difficile aspettarsi.
Il prossimo step potrebbe offrire qualche tiro piazzato a Chiera in ribaltamento. Adrian mercoledì è stato in ombra, marcato stretto dopo le ricezioni e poco intraprendente in penetrazione, nonostante le energie spese nell’impegnare la difesa avversaria. «Non sarà stato felice di aver segnato un punto – commenta il coach – ma era sereno perché ha pensato alla squadra. Aggiungendo un lungo ottimo passatore ad Arrigoni, che dal post era già un’arma importantissima, ci saranno occasioni per Chiera».
Tornando alla passeggiata di salute con Salerno, Barsotti sottolinea che le percentuali dei campani hanno facilitato il lavoro, ma che il passo avanti è l'aver mantenuto il vantaggio, perché le passeggiate di salute fanno presto a diventare scarpinate.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
