Il Tirreno

Montecatini

La Fabo quasi tentenna ma alla fine sbanca Rieti. «Polli a farsi rimontare, impariamo dall’errore»

di Lorenzo Mei

	Adrian Chiera e Matej Radunic contro Rieti (foto di Francesco Danti)
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Adrian Chiera e Matej Radunic contro Rieti (foto di Francesco Danti)

Gli Herons mantengono il primato solitario e scoprono subito Radunic. Il coach: adesso testa a mercoledì, con Salerno la sconfitta più bruciante

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MONTECATINI. Se a Rieti non si fosse giocato anche il quarto periodo, il buongiorno visto nel mattino dell'esordio di Radunic sarebbe stato abbagliante. Non solo perché il centro di Pola ha segnato 24 punti in 17 minuti di presenza in campo, un dato al limite del mostruoso, ma anche perché la Fabo è riuscita in tre giorni di allenamento a capire come giocare insieme a un lungo vero, che non aveva mai avuto nelle ultime due stagioni.
Dicevamo dunque: solo luci se non ci fosse stato l’ultimo quarto, quello in cui la Fabo ha combinato un po’ di pasticci in attacco e in cui Rieti da un lato ha aggiustato le percentuali da lontano, dall’altro ha saputo creare un clima di bagarre che ha messo confusione in testa a una squadra rossoblù già un po’ scarica mentalmente, piuttosto sicura di aver già vinto con più di 20 punti di vantaggio. Alla fine, tranne non pochi brividi nel finale con i padroni di casa tornati a un canestro di distanza, non è successo l’irreparabile: Montecatini ha mantenuto il primato solitario nel girone A di B Nazionale e si è messa ad aspettare le gare di ieri per vedere la classifica aggiornata.
«Abbiamo avuto un calo di tensione che dovremo imparare a non ripetere – commenta il coach Federico Barsotti – ma d’altra parte nemmeno le squadre più mature nascono imparate. Probabilmente abbiamo bisogno anche noi di batterci un po’ la testa. Quindi siamo stati polli? Certo, ma io faccio l’allenatore e devo guardare la partita nel suo insieme». L’insieme dice che per tre quarti di partita gli aironi hanno dominato, e che Radunic è letteralmente passato sul campo come un Caterpillar, ma senza sbriciolare gli equilibri: «I ragazzi sono stati molto bravi a capire come giocare con lui, anche se naturalmente è arrivato mercoledì ed è troppo presto per avere un quadro definitivo. Da parte sua Matej è stato intelligente nel comprendere come inserirsi, l’ho trovato maturato come giocatore anche rispetto a due anni fa».
Gli Herons si sono presentati in campo con Carpanzano inutilizzabile per una contrattura al polpaccio e con Benites febbricitante (comunque abbastanza freddo per segnare i liberi che hanno stroncato la rimonta della Nbc). Radunic ha potuto giocare solo 17 minuti per raggiunto limite di falli, anche se il quinto in realtà era un fallo subito, ma il centro è sembrato comunque un po’ troppo disinvolto nell’agganciare gli avversari e deve ancora prendere le misure al metro arbitrale della serie B, un po’ meno permissivo sotto i tabelloni rispetto al piano superiore. Eccellente il lavoro difensivo su Roderick, che anche prima dell’infortunio aveva segnato solo un canestro.
Ancora il tecnico Barsotti: «Abbiamo fatto la scelta di non concedergli assist, i ragazzi sono stati bravi a cambiare abbastanza delle nostre scelte abituali, e alla fine è andata benissimo». Nemmeno il tempo di godersi il risultato e la Fabo pensa alla partita di mercoledì sera al Palaterme contro Salerno, forse la sconfitta più bruciante del girone di andata in Campania. «Di mercoledì abbiamo giocato tre volte in trasferta, perdendo sempre – conclude il coach degli Herons – è venuta l’ora di sfatare questa maledizione, ma sappiamo già che le partite facili non esistono in questo campionato». 
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