Toscana
Gli aironi volano con Radunic. «Sento di essere tornato a casa»
Il centro croato nuovo acquisto della Fabo già in campo sabato
MONTECATINI. Per una società che da quando è nata non ha mai smesso di bruciare le tappe, le prime volte, quelle speciali, sono diventate quasi ormai un’abitudine. Eppure l’atmosfera che accompagna il ritorno alla Fabo Herons di Matej Radunic, centro croato classe ’96 proveniente da Cantabria (serie A2 spagnola), non trova paragoni nella recente storia del club. Non solo per l’importanza del giocatore, su cui la Fabo ha deciso di puntare per coronare le ambizioni di un roster già ad ora primo in classifica nel girone A di serie B Nazionale. Ma anche e soprattutto per il saldo legame che da quel trimestre culminato con la promozione in B la notte dell’11 giugno 2022 a San Miniato, non ha mai smesso di tenere insieme il titano nativo di Pola e la franchigia rossoblù.
Segno che, come dice Joe Borghetti, socio Herons e padrone di casa ieri nella sede della Viking a Chiesina Uzzanese, «il seme che abbiamo piantato quando lui è stato qui, è germogliato». «Sono molto contento perché sento di essere tornato a casa mia – le prime parole del 2 metri e 10 – ringrazio la società che in questo tempo è cresciuta tanto e anche tutti i tifosi: non è passato un giorno senza che ricevessi messaggi di affetto. Il bello dello sport è vivere tutti come una famiglia, farlo in un posto speciale come Montecatini per me è importante. La squadra è differente da quella di due stagioni fa, ho avuto buone impressioni e penso che possiamo crescere ancora di più».
Un Radunic che arriva dal Gruppo Alega Cantabria (dove nel 1999/2000 ha giocato Mario Boni, presente ieri) con cui ha registrato 7 punti e 4 rimbalzi di media in 20’, molto più asciutto dei tempi della C Gold. «Ho perso dieci chili – racconta il numero 41 rossoblù – così posso correre meglio con Federico (coach Barsotti, ndr). In Spagna sono migliorato tanto in difesa, lì giocano una pallacanestro veloce, però avevo solo 3-4 tiri a partita e non ero contento. Così ho detto ad Andrea (il presidente Luchi, ndr) che se c’era possibilità sarei tornato. Penso di essere pronto ad un livello più alto». L’entusiasmo e la fiducia reciproca tra le due parti è tale che «in caso di promozione in A2, il contratto prevede già l’opzione per il prossimo anno, naturalmente se Matej lo vorrà», dice Luchi.
«A Matej do il bentornato nella nostra famiglia – le parole del numero uno della società – con lui il rapporto che non si era mai interrotto. Questa è una mossa che avevamo in serbo dall'inizio, non sapevamo se il mercato ci avrebbe offerto quest’opportunità, è capitata e l’abbiamo colta. Voglio però essere chiaro nel dire che non è una bocciatura per nessuno: siamo primi e sono sicuro che Matej, conoscendo l’ambiente, avrà quel rispetto che serve per entrare in una squadra prima in classifica. Già da sabato a Rieti troveremo avversari col coltello tra i denti, perciò continuiamo una partita alla volta», aggiunge Luchi ricordando l’importanza delle tre componenti: squadra e risultati, tifosi e infine soci e aziende sostenitrici.
Le rassicurazioni sull’inserimento nella squadra - in cui oltre a coach Barsotti e all’assistente Carlotti ritrova anche gli ex compagni Giancarli, Dell’Uomo e Carpanzano - arrivano dallo stesso croato: «Sono qua non per cambiare qualcosa, ma per provare ad aiutare la squadra. Qualcuno può avere paura che prenda il loro posto ma non succederà. I miei compagni sono forti e hanno esperienza, in B1 per vincere serve un gruppo unito». Tra i calorosi benvenuto c’è anche quello di capitan Nicola Natali. «Ti aiuteremo ad inserirti in questo gruppo e campionato nuovo, ma anche te aiuterai noi» condensa, ringraziando la società per un investimento per mezzo del quale «continuare a realizzare i nostri sogni». Infine coach Barsotti: «Con Matej ci eravamo continuati a sentire, con lui si lavora bene insieme, anche se ci vuole un po’ di pazienza (scherza, ndr). È quello che ci mancava, perciò ringrazio Andrea Luchi, i soci e gli sponsor. Dovremo essere bravi a non perdere quanto fatto fino ad oggi sfruttando le sue caratteristiche». Il saluto finale spetta al numero 41: «Speriamo di vedere tanti tifosi al Palaterme, so che sono più di prima, spero di ricambiare tutte le emozioni e di divertirci assieme».
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