Il Tirreno

Montecatini

«In un anno abbiamo fatto un lavoro straordinario»

di Lorenzo Carducci

	Marco Giancarli, per lui 29 anni compiuti l’8 gennaio, è stato tra i protagonisti della vittoria degli Herons contro Crema
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Marco Giancarli, per lui 29 anni compiuti l’8 gennaio, è stato tra i protagonisti della vittoria degli Herons contro Crema

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MONTECATINI. Prima che nei minuti finali si concretizzasse la rimonta ai danni di Crema ribaltando il -16 di metà terzo quarto, domenica i tifosi degli Herons non sapevano più quali risultati aspettare dagli altri campi.
Per poter festeggiare l’accesso alle finali di Coppa Italia, il flipper impazzito delle combinazioni li ha indotti prima, con la propria squadra sotto nel punteggio, a sperare che il derby di Livorno lo vincesse la Pielle, per poi invece esultare per il successo della Libertas, grazie al quale battendo Crema la Fabo si è qualificata per prima alle Final Four che si disputeranno a Roma il 16 e il 17 marzo (gli aironi in semifinale se la vedranno con Roseto, seconda del girone B).
Trascinante l’entusiasmo vissuto da società, squadra e tifosi per il nuovo punto più alto raggiunto da un progetto che in due stagioni e mezzo non ha mai smesso di crescere. Sui social del club c’è già la mascotte, l’airone Larry, in giro per Roma con due mesi di anticipo: immagini create dal capitano Nicola Natali, che oltre a dimostrare come si vincono le partite si diletta con l’algoritmo di intelligenza artificiale ChatGPT 4.
Rientrare da campioni d'inverno nella manifestazione vetrina della Lnp significa molto per tutti i protagonisti. A partire da chi come Marco Giancarli si è fatto un bellissimo regalo per il proprio 29° compleanno, compiuto proprio all’indomani dell’impresa di cui è stato tra i più valorosi partecipi. Con la soddisfazione di poter tornare a casa per un’occasione speciale, lui che è di Genzano e che ha giocato alla Stella Azzurra dopo esser cresciuto tra Latina e Aprilia. «Raggiungere questo traguardo insieme a dei compagni fantastici è un privilegio – commenta il play classe ‘95 – non è un punto d’arrivo ma ci deve dare la spinta per affrontare la seconda parte della stagione. Tornare al PalaTiziano ha poi un valore aggiunto per me, perché ci ho fatto tante partite di giovanili. Dopo tanto tempo giocherò vicino casa, non c’era regalo più bello che potessi farmi ed è meraviglioso condividerlo con il popolo Herons».
E poi c’è chi come coach Federico Barsotti e l’assistente Gabriele Carlotti la gioia delle finali di Coppa se l’è vista togliere dalla pandemia, e ora assapora la rivincita. «Nel 2020 a San Miniato prima dello stop eravamo primi con una qualificazione inattesa alle F4 di Coppa Italia, non poterle giocare fu un grande dispiacere – racconta Barsotti che a quell’epoca, come oggi, allenava Carpanzano, Benites e Lorenzetti – Quando poi l’anno dopo Alessio Marchini con tanti elementi di quello stesso gruppo (tra cui Benites e Lorenzetti, nda) riuscì a giocarle fui molto felice». «Se l’anno scorso a questo punto eravamo sconfitti a Casale con tante difficoltà – aggiunge il tecnico degli aironi – in un anno abbiamo fatto qualcosa di incredibile. I primi a cui penso sono Marco e Daniele (Giancarli e Dell’Uomo, nda) perché sanno da dove siamo partiti, ma il premio è per tutti. Avevo l'ossessione di vincere questa gara e ora provo un’emozione unica, ce la godiamo anche se c’è da tornare subito a lavorare».
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