Gioco
Herons sull’ottovolante a Crema. Un finale da urlo vale il primato
La Fabo vede il baratro (-16) ma nell’ultimo quarto asfalta i padroni di casa
MONTECATINI. Mvp: il cuore. Quello di una Fabo che porta tutti sulle montagne russe, sale al +8, sprofonda al -16, e poi s’impenna fino al nuovo +8, ma anche quello di chi segue la gara dalle tribune, da casa e dalla panca, con un tracciato cardiaco che ricorda anche lui l’otto volante. Con un quarto tempo da urlo la Fabo raddrizza una partita che al 30’sembrava in discarica, vince a Crema (91-97) e conquista le Final Four di Coppa Italia, facendolo addirittura da prima in classifica grazie alla vittoria della Libertas nel derby di Livorno. In semifinale affronterà Roseto. Grattacapi per Barsotti in avvio: due rimbalzi concessi costano due falli ad Arrigoni. Montecatini soffre i centimetri in meno sotto canestro ma penetra con Benites e il neo-entrato Lorenzetti: al 5’ siamo 11 pari. Chiera torna in campo, Tsetserukou (10 punti in 8’) e Sgobba giocano a ping pong dai 6, 75. Alla Fabo mancano i recuperi per alzare il ritmo, ma non la pazienza predicata dal coach: trova buoni tiri, arrivando al 10’ con un 64% che vale 25 punti e il +3. Gli aironi provano a volare via con un decollo frutto delle mani roventi di Sgobba, fino al 26-33 del 13’. È di nuovo la differenza di statura sui cambi che permette a Crema di rimontare (32-35) dopo il 10-0. La Fabo vive minuti di confusione, ma Dell’Uomo ha coraggio e dalla lunetta (9/9 per i rossoblù) muove il punteggio. Al 17’ una stoppata di Chiera per gli arbitri è fallosa e costa anche un tecnico, e da questo groviglio gli Herons escono sotto di 5. Prima dell’intervallo c’è tempo per un po’ di elastico nel punteggio, ma quando va al riposo Montecatini è indietro di un canestro. La ripresa si apre come un rubinetto dell’acqua gelata sulla testa dei rossoblù, che prima impattano, poi scivolano velocemente a un -12 che mette paura (63-51) . La partita è in mano agli ospiti, con gli Herons capaci di segnare un solo canestro in 6 minuti. Quando Carta bissa il tap-in del +16, davanti agli occhi dei rossoblù si condensa una nebbia fittissima. Da qui in poi gli Herons accendono i fari che illuminano la strada: tornano al -8 con una tripla di Benites al 29’, dimezzando lo svantaggio, affilano le lame in difesa e al 33’ Tsetserukou combina un disastro: antisportivo, quinto fallo e -6 per la Fabo. È una cesura: Natali riduce lo svantaggio da fuori (82-79) al 35’, la Logiman reagisce, mette punti da sotto e dalla lunetta. La Fabo però dimostra di avere l’organo che pompa sangue al cervello e alle gambe. Il pareggio lo segna Sgobba dall’angolo (86-86) al 37’, e poco dopo Benites, sempre da 3, firma il +2 (89-91). I liberi di Dell’Uomo e la cavalcata di Natali valgono il +6. Dopo è solo controllo.
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