Attenzione
Turbo Herons con Chiera
La Fabo subisce un primo quarto arrembante da parte della Juvecaserta (26 punti). poi sale in cattedra e, seppur a fatica, conquista una vittoria pesantissima
MONTECATINI. Seppur con 10’ di ritardo, la Fabo si presenta all’appuntamento col riscatto e trascinata da un Palaterme pienamente consapevole del valore del proprio contributo (1.250 spettatori), smaltisce lo scivolone di Salerno piegando a fatica una Juvecaserta “scugnizza” dalla palla a due alla sirena.
Un avversario affamato di punti e che pur privo di due lunghi importanti (Paci e Hadzic) costringe i Barsotti boys prima ad inseguire e poi, una volta avanti, a vincerla più volte resistendo a un arrembaggio dopo l’altro. Gli ultimi sono quelli del 76-74 e dell’82-78 rispettivamente a 5’ e 2’ dalla fine, erodendo un margine a due cifre che a ultima frazione iniziata sembrava già colorare la vittoria di rossoblù.
Senza però rimediare ai 26 punti incassati nei primi dieci giri di sveglia, non ci sarebbe stata nessuna festa. “Ora sì che prima no”, avranno sospirato infatti a bassa voce i tifosi di casa, vedendo la propria squadra accendersi a inizio secondo quarto. Quando dopo una falsa partenza costata la doppia cifra di svantaggio sotto i colpi di uno scatenato Lucas (miglior marcatore di serata con 26 punti, di cui 11 nel solo primo quarto), i rossoblù fanno clic, crescono di aggressività e spinti proprio dal pubblico impattano emotivamente l’incontro. Su quel provvidenziale 10-2 che vale il primo sorpasso casalingo al 14’ (29-28) c’è sicuramente l’impronta di Marco Arrigoni, dei suoi 8 punti consecutivi e della sua ubiquità, a rimbalzo, sulle traiettorie e nelle pieghe della difesa. Come del resto anche le tre triple a fila di Benites. Questo nonostante una Paperdì tutt’altro che remissiva, e che trova nel razzente lungo di origine montenegrina Mehmedoviq l’altro perno per provare a scardinare la retroguardia termale.
Talento e anima dei bianconeri, a dispetto dei pochi frutti raccolti in queste prime giornate di campionato, impongono così a Natali e compagni di rifare ogni volta tutto da capo. Un filo rosso che accompagna la partita per mano fino al termine. Ma la voglia di esultare in casa Herons è troppa. L'abilità sta nel trasformarla in qualità di gioco: la dicono lunga le 14 triple (ben 5 del “cigno” Chiera) superando il 40%, così come i 18 assist. Senza nemmeno far pesare gli acciacchi di Sgobba, autore di un’ottima prova nonostante un unico allenamento fatto in settimana, di Dell’Uomo (sua la tripla dei titoli di coda) e Carpanzano, ancora in doppia cifra. Con il ko di Brianza a Salerno, alla quarta giornata sfuma già la chimera del punteggio pieno. E gli Herons sono di nuovo nel gruppo “in fuga” a 6 punti con la stessa Brianza, Desio e Piombino.
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