Gioco
Fabo verso il debutto in B Nazionale, Marchini: «Essere lucidi per fare subito un buon bottino»
Il vice coach degli Herons: «Piacenza da non sottovalutare, ma concentriamoci su di noi»
MONTECATINI. Non tutte le società possono concedersi il lusso di avere come primo assistente uno che da capoallenatore nel 2022 (con San Miniato) è arrivato in finale playoff per la promozione in A2. Accogliendo Alessio Marchini – tecnico spezzino che da quest’estate oltre a lavorare a fianco di coach Barsotti e Gabriele Carlotti in prima squadra è responsabile del settore giovanile Mbj – la Fabo Herons si è regalata una preziosa eccezione. Passata la Supercoppa, domenica alle 18 gli aironi debutteranno in casa della Bakery Piacenza nel campionato di serie B Nazionale, a cui si presentano con ambizione e una squadra composta da sette conferme e tre nuovi innesti. La stagione però si preannuncia lunga e durissima.
Coach Marchini, come sta la squadra in vista del debutto?
«La preparazione è stata un po’ più lenta di quello che speravamo per qualche acciacco di troppo (capitan Natali è tornato ad allenarsi, da valutare la situazione di Carpanzano, nda). Dobbiamo ancora automatizzare certe abitudini, stiamo lavorando sull’intensità e l’aggressività in difesa e in attacco oltre che sulla corsa in contropiede, sulla fluidità dei nostri giochi. Sicuramente la partita di Piacenza non è da sottovalutare, loro sono una squadra che ha nel lungo Besedic un uomo pericoloso spalle e anche fronte a canestro ma che li vincola a una difesa di contenimento. Però ci sono anche diversi giocatori dinamici. Il recente cambio dell’allenatore (è arrivato Salvemini al posto di Conti, nda) fa sì che magari troveremo qualche sorpresa, ma non dovremo farli esprimere».
Che avvio di campionato si aspetta?
«Se restiamo lucidi e curiamo i dettagli, può essere un inizio che ci porta un buon bottino di punti e partire sarebbe fondamentale. Fermo restando che non sono partite facili: dopo Piacenza viene Rieti, squadra corta ma con qualità e non per caso arrivata in semifinale di Supercoppa, e poi il turno infrasettimanale a Salerno. Dobbiamo affrontare queste prime giornate con grande attenzione guardando soprattutto a noi stessi, la cosa più importante è la nostra crescita di squadra. Costruire un’identità che funzioni quasi a prescindere dall’avversario. E avendo così tanti giocatori senior e importanti, va trovato il giusto equilibrio in funzione delle scelte migliori».
Quali squadre vede favorite?
«Vedo grande equilibrio, sicuramente penso che le due livornesi siano da prima fascia e la Pielle (fresca vincitrice della Supercoppa, nda) è quella che al momento impressiona di più. Anche Avellino sulla carta ha un potenziale importante, Omegna può far bene così come anche Legnano. Noi possiamo essere dentro questo gruppo, alla fine però faranno la differenza l’unione e la fame. Altre squadre interessanti sono Brianza, che ha giovani e margini importanti, Sant’Antimo, che è ben allenata e ha un probabile crack come Kamperidis, e anche la stessa Gema, con tre esterni importanti come Passoni, Mastrangelo e Mazzantini. In generale poi c’è da capire anche quanto influiranno i comunitari».
Infine, come procede l’attività del vivaio?
«C’è tantissimo da lavorare, sto cercando di costruire uno staff di qualità con persone che vengono anche da fuori e altri allenatori giovani. L’obiettivo è proporre un’offerta tecnica di qualità, allargando al contempo la base. Sarà un anno di passi in avanti in termini di organizzazione. Abbiamo under 13, due u15, u17, u19 e una prima divisione. Ai ragazzi, compatibilmente con la scuola, chiederemo più ambizione».
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