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Al PalaMacchia Pielle Livorno e Fabo Herons si giocano l’accesso ai quarti di Supercoppa

di Lorenzo Carducci
Al PalaMacchia Pielle Livorno e Fabo Herons si giocano l’accesso ai quarti di Supercoppa

Gli Aironi montecatinesi nella bolgia del palazzetto labronico dopo la vittoria con Gema Chiera: sarà una gara fisica. Hanno giocatori veloci, dovremo cercare di fermare le loro corse

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MONTECATINI. «Benvenuto in Italia, Mateo. Per qualsiasi cosa fammi un fischio, non è facile venire a giocare in un nuovo Paese. Io ci sono già passato qualche anno fa, non ti far problemi».
Più o meno dev’esser stato questo ciò che Adrian Chiera, asso argentino con cittadinanza italiana della Fabo Herons Montecatini, ha detto al connazionale della Pielle Livorno Mateo Chiarini, preso da parte al termine dell’amichevole disputata 10 giorni fa al Palaterme. Un tango tutto talento e corazon che stasera alle 21 al PalaMacchia di Livorno avrà un secondo capitolo, con la sfida che vale l’accesso ai quarti di finale di Supercoppa di serie B Nazionale. Oltre al Paese di nascita e all’assonanza dei cognomi, i due hanno in comune anche la città d’origine (Cordoba) e il ruolo, guardie di pregio in cui le rispettive squadre ripongono tante delle aspettative per questa stagione alle porte, che vede entrambe rinforzate e ambiziose. «Gli ho detto che se ha bisogno mi può chiamare – conferma Adrian, 4 anni più grande dell’alter ego piellino reduce dal partitone che ha stroncato la Libertas con 32 punti messi a referto – è appena arrivato in Italia e io mi son già trovato in quella situazione. Penso che sia un giocatore molto forte, arriva dalla serie A argentina e lo vedo tecnicamente e atleticamente molto pronto». Addirittura 16 quest’anno i giocatori argentini in B Nazionale, tra girone A e B.
«Credo che ormai la pallacanestro italiana abbia la cultura degli argentini – dice il “cigno” numero 6 degli Herons – anche qui a Montecatini ne son passati diversi forti (per dirne uno German Scarone, nda). Da parte nostra venir giocare qui è una grande occasione, in più per alcuni come me è anche un po’ un ritorno alle origini». Quello di stasera sarà un confronto affascinante, a cui gli aironi arrivano dopo la sofferta vittoria contro Gema. «Andare a giocare a Livorno non è mai semplice – continua colui che lo scorso 5 febbraio segnò il canestro della vittoria gelando il PalaMacchia tinto di bianco e azzurro – troveremo come sempre un palazzetto caldissimo e mi aspetto una partita molto fisica. Loro sono una squadra con tanti giocatori giovani, alti e grossi che corrono benissimo in contropiede e hanno anche talento. Dovremo cercare di fermare le loro corse. In ogni caso sono sicuramente partite utili: due anni fa con Cividale persi in finale sia in Supercoppa che in Coppa Italia, ma arrivare in fondo alla competizione ti aiuta a creare un vissuto, sapendo che in campionato si riazzera tutto». Proprio in amichevole contro la Pielle, il 29enne rossoblù ha avvertito un fastidio al ginocchio che lo ha costretto prima ad allenarsi poco e poi, complici i problemi di falli dei compagni, a stare molto in campo sabato nonostante non fosse nelle migliori condizioni. Ma stasera salvo colpi di scena ci sarà.
«Valuteremo all’ultimo momento se tenere qualche acciaccato a riposo – condensa Federico Barsotti, coach della Fabo – Fisicamente non stiamo benissimo, ma vogliamo comunque provare a vincere e per farlo bisogna darci dentro perché i nostri avversari vengono da una partita strepitosa. C'è da stare attenti a non farli correre: Lo Biondo, Chiarini e Campori in campo aperto danno il meglio di sé. E poi far pesare l’esperienza, contro una squadra molto forte e ben allenata (da coach Cardani, nda). Quella dell'altra volta fu un’impresa titanica, proveremo a ripeterci anche se sarà altrettanto difficile e per vari motivi non ci sarà lo stesso esodo di nostri tifosi».
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