Gioco
Benites, l’airone dominicano: «Non ho potuto tifare Italia»
Il play della Fabo tra Mondiali e presente rossoblù
MONTECATINI. Tifa sempre per l’Italia, Paese in cui è cresciuto umanamente e cestisticamente e dove abita dall’età di 9 anni. Tranne domenica scorsa, quando di fronte all’alternativa secca, per ragioni di cuore e dna, il playmaker della Fabo Herons Montecatini Alberto Benites, di nazionale non ha potuto che tifare la sua Repubblica Dominicana, che ha battuto proprio l’Italbasket nella seconda giornata dei mondiali. Gli uomini di Garcìa sono primi a punteggio pieno nel gruppo A e, al contrario degli azzurri, quasi certi della qualificazione alla seconda fase.
«In qualsiasi altra situazione avrei tifato Italia, stavolta però non potevo – dice il dominicano classe ’97 approdato quest’estate a Montecatini – . Da noi la cultura di seguire la nazionale e i propri atleti è molto sentita, il Paese si ferma per assistere e fare il tifo. Quando ho visto il 12-0 per l’Italia ci son rimasto male perché non volevo fosse una partita noiosa. Invece poi è stata combattuta, noi abbiamo allungato nel terzo quarto ma poi il finale è tornato punto a punto. Sono contento ma mi dispiace per la nazionale italiana, spero vada più avanti possibile».
«Il nostro gruppo è molto giovane – continua “Ben” – con un giocatore fortissimo come Karl Anthony Towns anche se il più rappresentativo e grintoso è il lungo Delgado. Per noi è il terzo mondiale della storia, un evento raro da vivere con entusiasmo. Nel 2019 siamo arrivati al 16° posto, stavolta essere tra le prime 10 sarebbe un bel traguardo». Un’appartenenza, quella che lega il regista alla sua Repubblica Dominicana, che la Fabo omaggiò fin dalla sua presentazione a fine giugno, con tanto di bandiera e inno nazionale. I Barsotti boys stanno entrando nel vivo della preparazione al campionato di serie B Nazionale, e domani a La Spezia (terra adottiva di Benites) disputeranno la prima delle amichevoli che precederanno il derby di Supercoppa con la Gema del 9 settembre. «Stiamo iniziando a conoscerci e io sono concentrato sul capire cosa piace ai miei compagni per metterli a loro agio. Stiamo lavorando ad un livello fisico importante» premette l’agonista che dopo la promozione in A2 con Vigevano, in rossoblù ha ritrovato tra staff e compagni molti volti con cui ha condiviso gli anni d’oro a San Miniato.
«Dire di essere una squadra completa sarebbe arrogante ma possiamo sicuramente giocare in tanti modi diversi – aggiunge il play, che tra gli obiettivi ha anche la laurea triennale in scienze della comunicazione –. Se c’è una cosa che spero e credo ci caratterizzerà sarà la volontà di aiutarci, passarci il pallone e condividere il gioco, facendo divertire i tifosi. Non vedo l’ora di iniziare, anche per capire come reagiremo alle difficoltà. Quest’anno il livello è veramente alto, dovremo pensare una partita per volta e giocare sempre per vincere restando uniti».
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