Sicurezza
Gli Herons sognano Radunic
In vista della nuova stagione in B Nazionale è già tempo di pensare al mercato e al ritorno del gigante croato, reduce dall’esperienza con il Keila in Estonia
MONTECATINI. La prima stagione di serie B della Fabo Herons Montecatini è terminata da appena venti giorni, ma la nuova B Nazionale a cui i rossoblù si sono qualificati grazie ad una sontuosa cavalcata – valsa il quarto posto nel girone A e il primo turno playoff per l’A2, perso con Orzinuovi – non farà sconti: impone un’intensa e tempestiva programmazione. Complici le fasi finali dei campionati ancora in corso, il mercato deve sempre entrare nel vivo, ma la società sta già lavorando per rinforzare l’organico a disposizione di coach Barsotti.
Al netto delle diverse conferme, che in virtù dei risultati ottenuti e dei contratti in essere garantiranno continuità – capitan Natali, Chiera, Arrigoni, Dell’Uomo, Carpanzano e probabilmente non solo – tanto ruota attorno alla novità dello straniero di formazione non italiana con cui ogni compagine potrà puntellare il proprio roster. Il profilo è quello degli atleti comunitari, salva a quanto pare la possibilità di tesserare extracomunitari già in possesso di un visto per altri motivi. Agli aironi non serve grande inventiva per partorire un nome. Impossibile scordarsi di quel gigante croato che la scorsa stagione, venendo dalla serie A ucraina, ha fatto fare il salto di qualità ai alla squadra, portandola alla promozione in B, festeggiata a San Miniato in gara-5 di finale contro Gema, di cui domani ricorre l’anniversario.
Matej Radunic, da Pola, 27 anni e 210 centimetri di classe e personalità, è reduce dall’esperienza in Estonia al Kk Keila, salvatosi nel massimo campionato lettone-estone, chiuso come miglior marcatore, con 21 punti, 8 rimbalzi e 3 assist di media. Per gli Herons battere la concorrenza non è facile, ma se da una parte l’asta potrebbe essere economicamente impegnativa, dall’altra i termali sperano di beneficiare della proficua conoscenza reciproca col giocatore, che ritroverebbe stesso coach e stesso vice, almeno un paio di ex compagni e una piazza in cui ha lasciato il segno, pronta ad acclamarlo di nuovo.
Se l’affare dovesse complicarsi, è probabile che l’asse coi Balcani resti il piano A per mettere le mani su un talento su cui investire. Per il resto, l’estate potrebbe poi proseguire con la ricerca di un playmaker di razza e qualche innesto per completare la squadra, a seconda di chi saluterà. Diversamente dalla stagione appena trascorsa, non ci saranno under da iscrivere obbligatoriamente a referto.
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