Il Tirreno

Montecatini

Herons. Un’annata storica nonostante tutto. Il coach: «Un patrimonio da non disperdere»

di Lorenzo Carducci
Herons. Un’annata storica nonostante tutto. Il coach: «Un patrimonio da non disperdere»

Il bilancio: «In due anni raggiunti traguardi per cui ne servono il doppio. Ora viene il bello. Non avremo tregua finché non faremo passi avanti»

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MONTECATINI. Dieci giorni fa, spinta da un Palaterme caldissimo, la Fabo trascinava la corazzata Orzinuovi al supplementare in gara-3 di semifinale playoff, per poi essere costretta ad arrendersi tra gli applausi di circa 1500 tifosi rossoblù. Nonostante la delusione per non aver allungato una serie comunque combattuta, negli Herons non può che prevalere l’estrema soddisfazione per un’altra annata, la seconda di vita del club, a tutti gli effetti storica. Invece che arrivare da un accoppiamento vantaggioso nel play-in, infatti, la qualificazione alla B Nazionale è giunta di diritto grazie a un eccellente quarto posto nel girone A (21 vittorie su 30 in campionato), valso lo sfizio di poter competere da neopromossa per l’A2. Risultati frutto di un percorso di evoluzione attraverso le difficoltà, con la lungimiranza di aggiustare la squadra in corsa e trovare una chimica speciale, tanto da eguagliare nel 2023 il record stagionale di 13 vittorie di fila di una candidata al salto di categoria come Rieti. Segno che il progetto a cui coach Federico Barsotti aderì sul nascere due anni fa, di strada ne ha già fatta eccome. Coach, è il momento dei bilanci oltre che della programmazione.
Che cosa prova dopo una stagione così?
«Abbiamo fatto qualcosa di incredibile, continuando la cavalcata partita nell’estate del 2021, quando tutto iniziò da zero. In due anni questa società ha raggiunto traguardi (di fatto due promozioni) per cui solitamente ne servono quattro o cinque, non abbiamo mai smesso di correre ed è stato fantastico oltre che emozionante. La fotografia sono i tifosi, non ci scorderemo mai il palazzetto gremito di gara-3 contro Orzinuovi, ho avuto una visione magnifica del pubblico da una posizione privilegiata e questo è un patrimonio che non va disperso. L’attaccamento alla maglia, la montecatinesità della società, assieme ai risultati sono elementi che aiutano il progetto a progredire. Ma ora viene il bello».
Significa alzare ulteriormente l’asticella e puntare gradualmente all’A2?
«Adesso parte un nuovo progetto triennale in cui ottimizzare le risorse della società, da intendersi come organizzazione, staff e squadra, continuando a valorizzare i giocatori. Vincere da ora in poi diventa sempre più difficile, soprattutto in una sottocategoria dell’A2 come la B Nazionale, con la possibilità per ogni squadra di tesserare uno straniero. Finora siamo cresciuti in modo esponenziale, è impensabile continuare a farlo a questo ritmo, ma ogni piccolo miglioramento sarà ancor più meritato. Alleno la squadra che tiferei ed è normale che sogniamo tutti la serie A e il derby con Pistoia, ma non si può parlare di una cosa simile come di un automatismo. Bisogna stare attenti a non innescare un effetto boomerang, pretendere tutto troppo presto è un autogol sicuro».
Tornando al basket giocato, il suo sistema basato sul ritmo e le ampie rotazioni non smette di premiare, anche quando si hanno giocatori di classe come Chiera

«L’arrivo di Adrian e Marco (Arrigoni, nda) è stato un trauma positivo per noi, che ci ha spinto a migliorare. Come l’anno scorso successe con l’innesto di Radunic, quest’anno c’è stato un periodo di transizione in cui ci siamo saputi adattare e anch'io mi sono scoperto molto meno rigido di ciò che pensavo. Per talento e conoscenza, col nuovo assetto favorito anche dal rientro di Carpanzano abbiamo potuto dedicarci un po’ di più alle esecuzioni offensive, correndo in modo meno forsennato. Sono orgoglioso della disponibilità reciproca che c’è stata tra lo staff e i ragazzi, insieme abbiamo fatto un lavoro eccezionale».
I contratti in essere con buona parte dei giocatori fanno pensare che per la stagione 2023/24 l’ossatura del roster sarà mantenuta. È così?
«Sì, lo zoccolo duro del gruppo garantirà continuità proprio come è avvenuto con la promozione in serie B dell’anno scorso, portandosi dietro il clima di unione costruito dentro lo spogliatoio. Ma al momento stiamo parlando poco di mercato e giocatori, prima ci sono altri nodi di sciogliere. Affronteremo un campionato difficilissimo, non sappiamo ancora se i gironi saranno due o tre (le squadre che disputeranno la prossima B Nazionale sono 36, con due promozioni in A2 e quattro retrocessioni in B Interregionale, nda). Quel che è certo è che non avremo tregua fino a che non faremo ulteriori passi in avanti».
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