Il Tirreno

Montecatini

Fabo missione stupire ancora

di Lorenzo Carducci
Un’azione con Chiera della Fabo durante la partita contro la Pielle Livorno
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Un’azione con Chiera della Fabo durante la partita contro la Pielle Livorno

A Orzinuovi per iniziare la semifinale dei playoff con l’obiettivo A2 contro la favorita Agribertocchi. Il coach: «In questo turno non siamo i favoriti ma abbiamo fatto passi avanti uno dopo l’altro»

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MONTECATINI. Festeggiato lo storico accesso ai playoff per la promozione in A2, gli Herons vogliono continuare a stupire. Le danze riprendono da quella stessa Lombardia in cui domenica scorsa, a Pavia, è arrivata la vittoria valsa il quarto posto del girone A e una qualificazione da sogno. Già da ieri la Fabo è a Orzinuovi (dove rimarrà fino a gara-2) – nel bresciano – per cominciare la semifinale del tabellone numero 2 contro la favorita Agribertocchi del grande ex Marco Calvani, che è arrivata prima nel girone B mettendo in bacheca Supercoppa e Coppa Italia di categoria con un record totale di 34 vittorie (l’87%) e 5 sconfitte. Una serie al meglio delle cinque al via proprio oggi alle 18 al PalaBertocchi, mentre gara-2 sarà martedì alle 20, 30 prima del trasloco a Montecatini. Per compiere l’impresa e portare a casa uno dei primi due confronti al ristrutturato e caldissimo PalaBertocchi, i rossoblù potranno contare anche sulla spinta di ultras e tifosi che occuperanno il settore ospiti da 300 posti di capienza. Quanto al parquet, il fascino della sfida è tangibile: da una parte gli aironi reduci da 15 vittorie nelle ultime 16 gare, dall’altra l’equipaggiata corazzata orceana, tra le candidate al salto in A2 da cui peraltro viene. «In questo turno non siamo i favoriti – premette il coach della Fabo Federico Barsotti – ma abbiamo fatto un passo in avanti dopo l’altro e anche stavolta ci giocheremo le nostre possibilità. Quello che colpisce forse di più di Orzinuovi, al di là della forza dei singoli, dell’esperienza dell’allenatore e del calore della piazza, è la capacità e l’abitudine a vincere. Hanno un modo di giocare che per certi versi somiglia al nostro: dieci giocatori coinvolti e un baricentro difensivo (è la seconda miglior difesa dell’intera serie B con meno di 64 punti subiti di media, tra le prime dieci anche Montecatini, nda) . Sono costruiti con vari assetti, hanno tanti giocatori in grado di determinare la gara secca e sono anche più fisici e disciplinati. Ma noi possiamo giocare per più minuti con energia e l’acceleratore schiacciato. Sotto soffriremo ma siamo più dinamici, l’importante è non fermare la palla altrimenti la loro difesa ti soffoca». Da tenere d’occhio la coppia di lunghi di oltre 2 metri Ponziani-Agbamu, al netto di un roster puntellato da elementi con trascorsi in A2 come Leonzio, Planezio e Gasparin, il giovane Alessandrini e un’autorevole coppia di play come Trapani e l’ex Procacci. Ma anche a parti invertite, nomi come Chiera, Arrigoni, Natali, Dell’Uomo, Carpanzano e non solo non passano certo inosservati. Molto si deciderà sul piano mentale. «La chiave è fare immediatamente uno step di maturità – riprende Barsotti – . Siamo usciti dalla gara di Livorno (sponda Libertas, l’unica sconfitta delle ultime 16 gare, nda) dicendo che avevamo commesso molte più ingenuità dei nostri avversari, ora non deve accadere. Dobbiamo esigere da noi stessi la massima prontezza e sull’onda della spettacolare rimonta che abbiamo fatto nutrirci di entusiasmo, energia ed emozione (la teoria delle tre E) . Poi servirà anche spirito di adattamento».

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