La protesta
Fabo a Pavia, profumo di A2 e dolci ricordi. Era il 1989: rimontona e poi fu massima serie
Gli Herons ora quarti si giocano i playoff promozione, come la Sharp di Boni e Niccolai
MONTECATINI. Grazie al regalo di Piombino battuta in casa da Oleggio, gli Herons sono saliti al quarto posto e adesso hanno la concreta possibilità di rimanerci, qualificandosi ai playoff promozione per l’A2 e raccogliendo così i frutti dei 14 successi nelle ultime 15 gare.
L’avverarsi di un sogno che passa dalla vittoria (altrimenti servirebbe un altro ko di Piombino, stavolta a Gallarate) in una sfida e su un campo che profumano di storia. Al PalaRavizza di Pavia, domenica l’Omnia Basket targata Riso Scotti riceverà Natali e compagni sapendo già se con i due punti potrà agganciare l’ottavo posto – nel caso in cui la Gema, promessa sposa dei lombardi nella serie per la B1, avrà perso sabato a Borgomanero – o se viceversa dovrà rassegnarsi al nono posto (salvo il miracolo di Sangiorgese con la capolista Libertas) lasciando il fattore campo ai termali di coach Angelucci.
A proposito di sogni, lo striscione dei tifosi rossoblù “Da un sogno A1 realtà” in foto dietro a Mario Boni risale alla prima promozione nella massima serie dello Sporting Club, nel 1989. Ma cosa c’entra con Pavia? Beh, un po’ c’entra, perché la partita che spianò la strada alla seconda promozione in tre anni per l’equipe guidata da Massimo Masini fu la rocambolesca impresa al PalaTagliate di Lucca (il Palaterme era in costruzione) proprio contro l’Annabella Pavia, entrata di diritto nell’antologia sportiva della Montecatini dei canestri tanto da essere citata dallo stesso tecnico degli aironi Federico Barsotti, 34 anni dopo, una volta noto l’incredibile cambio di prospettiva domenica nel post gara contro Casale.
È il 14 maggio 1989, nell’incontro del girone giallo di playout promozione contro l'Annabella, la Sharp orfana di Boni per squalifica e con Andrea Niccolai e Andro Knego fuori per cinque falli è sotto di ben 12 punti a poco più di un minuto dal termine, tanto che in diversi cominciano a lasciare il palazzetto. Uno dei pochi a non darsi per vinto è il possente centro Usa Otis Howard, 33enne ex Nba e Barcellona. Benché per tutta la stagione il buon Otis non si sia allontanato da più di due metri dal canestro, in quell'ultimo minuto scarso si trasforma in un tiratore di razza, infila tre canestri da tre di fila propiziando la rimonta valsa il supplementare, ultimata dal play di riserva Stefano Briga. Sull’onda dell’entusiasmo Montecatini trionfa, festeggiando la settimana dopo con la vittoria sulla Filodoro Brescia.
Ma di incroci con Pavia ce n’erano stati prima e ce ne sono stati tanti dopo. Tolti gli anni ’88-’89, le spedizioni termali al PalaRavizza si sono chiuse quasi sempre con una sconfitta. Dagli incroci in Legadue (2004-05) con i gemelli del canestro Boni e Niccolai e Guido Meini da una parte e un giovanissimo Danilo Gallinari e David Logan dall’altra, fino ai trascorsi più recenti in B griffati Montecatiniterme Basketball (attuale Gema) nel pre-pandemia. Chissà che sia questa la volta buona per esultare sulle rive del Po’. Passano gli anni, le categorie, ma la metamorfosi da batticuore è sempre la solita: dal sogno alla realtà.
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