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La Fabo con la Libertas Chiera: «Uno scontro tra prime della classe»

di Lorenzo Carducci
Un’azione in sospensione di Adrian Chiera
Un’azione in sospensione di Adrian Chiera

L’ex Bechi: «Con l’intensità possiamo vincere»

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MONTECATINI.  A quota 13 vittorie di fila e un quinto posto che calza un po’ stretto, domani la Fabo tornerà al PalaMacchia di Livorno già espugnato contro la Pielle lo scorso 5 febbraio, ospite stavolta della Libertas, capolista in solitaria a 44 punti e reduce da dieci vittorie nelle ultime undici gare. Quest'anno gli amaranto non hanno mai perso in casa, l'ultima volta che l'hanno fatto era il 20 maggio 2022, gara 3 del primo turno playoff di serie B 2021-22. Mentre gli Herons si preparavano alla finalissima di C Gold coi cugini della Gema, due degli attuali aironi protagonisti si sfidavano indossando maglie diverse: Bechi, play di riserva di una Libertas completamente diversa da adesso, e Adrian Chiera, bomber e capitano della Cividale che al PalaModigliani finalizzò il 3-0 per poi proseguire la cavalcata fino alla promozione in A2. Gli stessi Bechi e Chiera che domani, da compagni, proveranno a scrivere un’altra pagina di storia.

«Mi fa piacere essere stato tra gli ultimi ad aver battuto la Libertas in casa loro – premette “il cigno” rossoblù autore del canestro della vittoria contro la Pielle – ma mi piacerebbe farlo anche in questa stagione. A mio avviso è uno scontro tra due prime in classifica: senza nulla togliere a quelli che stanno davanti a noi, se avessimo iniziato così saremmo già dentro le prime quattro. Dopo alcune difficoltà la squadra è cresciuta, abbiamo visto la luce e adesso siamo a una vittoria dal garantirci il quinto posto (primo utile a giocarsi la B1 nei play-in, ndr)». Un Chiera che non manca di elogiare il giovane collega Bechi, domani al terzo incrocio stagionale da ex (entrambi i precedenti dicono Libertas), secondo sul parquet in cui è cresciuto. «Già l’anno scorso a Cividale lo temevamo per il suo talento e la sua imprevedibilità – commenta il 6 della Fabo – ha capacità rare in serie B, col pallone in mano fa cose che fanno in pochi e ha molta personalità». «Sono contento di tornare su un campo dove ho passato gran parte delle mie trafile giovanili – dice Bechi – è una cosa che non mi mette pressione ma emozione, gioia e voglia di giocare “a casa mia”. Non credo ci siano imprese impossibili, ogni partita ha una storia a sé e se riusciremo a indirizzarla sui binari della nostra intensità e transizione possiamo davvero pensare di tornare a casa con due punti». Così sulle 13 perle di fila: «Vengono dall’equilibrio di squadra e di gruppo che abbiamo trovato, ognuno di noi è in grado di recitare un ruolo importante».
 

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