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Arrigoni, gigante buono della Fabo: «Grinta e lucidità verso i playoff»

di Lorenzo Carducci
Arrigoni, gigante buono della Fabo: «Grinta e lucidità verso i playoff»

Il lungo, classe ’91, viaggia a 11 punti e sette rimbalzi in media nelle 11 gare giocate. «Sognare il quarto posto non costa nulla, vogliamo provare a fare l’impresa»

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MONTECATINI. Gli sono bastate poche settimane per conquistare pubblico, staff e compagni, che in lui trovano un gigante buono, saggio ed esperto, tra le colonne più robuste a cui appoggiarsi nei momenti difficili. L’impatto di Marco Arrigoni sulla Fabo è linfatico e concreto, non solo nei numeri che lo vedono viaggiare a 11 punti e 7 rimbalzi di media nelle 11 gare giocate fin qui in maglia Herons, ma anche per l’apporto in termini di sicurezza e abitudine a competere.

Una carriera, quella del lungo milanese, tra le cui tappe principali spicca Omegna, destinazione che i rossoblù raggiungeranno sabato con un conto aperto di 6 vittorie di fila, per lo scontro diretto che vale il momentaneo sesto posto (squadre entrambe a 24 punti e gli aironi forti del +9 dell’andata). Nella Paffoni Arrigoni ha vissuto quattro stagioni, dal 2016 al 2020 in B, di cui metà da capitano, sfiorando due volte la promozione in A2 (che aveva già ottenuto nel 2015-16 con Forlì e nel 2013-14 con Legnano) e alzando al cielo la Coppa Italia di categoria nel 2018 e nel 2019. Un bel bagaglio di ricordi e consapevolezza con cui il numero 12 sabato entrerà al palazzetto dello sport di Verbania sulle rive del lago Maggiore, espugnato soltanto due volte in questo campionato.

«Da ex è sempre bello tornare – commenta il classe ’91 – fa piacere rimettere piede in un palazzetto in cui son stato 4 anni e rivedere persone con cui ho condiviso una parte del mio percorso. Per portare via due punti dovremo mettere in campo l'intensità e l'aggressività che ci hanno permesso di arrivare a questa striscia di risultati positivi, senza spaventarci di fronte alle loro folate e tenendo sempre il punto. Omegna trova in Balanzoni (suo ex compagno, ndr) il proprio riferimento in area, perciò cercando di toglierlo da lì si possono aprire tante soluzioni». Curioso anche il confronto nella gestione dei possessi: Omegna prima per minor quantità di palle perse a partita (11,7), Fabo prima per recuperi (8,8 di cui 1,7 di Arrigoni). Non è invece facilmente misurabile la chimica con cui la banda Barsotti si è rimessa in corsa quantomeno per le prime posizioni disponibili in chiave spareggio B d’Eccellenza.

«Quando sono arrivato ho subito percepito la compattezza del gruppo – dice la sua “the barber”, soprannome nato a Legnano in omaggio alle sue doti di parrucchiere dello spogliatoio – sicuramente abbiamo avuto bisogno di tempo per aggiustarci e trovare gli equilibri, però ci abbiamo messo poco. Abbiamo perso due partite stupide, poi da lì abbiamo trovato l’alchimia. È merito del gran lavoro fatto in palestra, continuando così possiamo toglierci delle soddisfazioni. Vincere tutte le partite è difficile ma noi ci proviamo, affrontandole una alla volta». «Il quarto posto? Sognare e ambire a conquistarlo – risponde sulla suggestione dell’ultima casella utile per accedere ai playoff per l’A2 – credo che non faccia male, ci può dare la grinta per giocare gli scontri diretti sapendo che possiamo fare un’impresa». Di sicuro, senza calma e sangue freddo non si va da nessuna parte. «Cerco di mettere a disposizione tutto ciò che ho imparato in questi anni, portando un po’ di calma quando serve perché è inutile agitarsi. Nei momenti che contano bisogna restare lucidi».


 

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