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Herons, prova di forza

di Lorenzo Carducci
Herons, prova di forza

Terza vittoria consecutiva, la Fabo si prende lo scalpo di Legnano. I lombardi venivano da cinque successi di fila. Venti punti di Chiera

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MONTECATINI. Il miglior realizzatore che morde le caviglie in difesa, ruba palla, lancia il contropiede e poi corre a chiuderlo. L’immagine copertina della vittoria della Fabo su Legnano se la prende Adrian Chiera, bomber ma all'occorrenza anche mastino, talento ma anche sacrificio, classe ma anche grinta.

Quel canestro a cento secondi dalla fine condensa la consapevolezza acquisita dagli Herons col primo vero grande scalpo della stagione, nei confronti di una squadra che arrivava al Palaterme da cinque successi consecutivi, otto nelle ultime nove gare. Le vittorie dei rossoblù salgono a tre di file e adesso sono più delle sconfitte. Ma questa significa tantissimo, come aver tenuto uno dei migliori attacchi del girone a 50 punti, costringendolo a 21 palle perse, catturando 23 rimbalzi d’attacco.

E parte dall’aver realizzato che partita e avversari stavolta avrebbero richiesto un livello di attenzione non paragonabile all’ultimo impegno ad Alba. Sotto 5-12 al 5’ con tre appoggi sbagliati da sotto sulla coscienza, Natali e compagni tirano fuori la rabbia necessaria per tornare a contatto degli ospiti, grazie a un ottimo muro difensivo.

Mentre nelle fila degli aironi anche chi sbaglia in modo grossolano non smette di crederci, anzi, ci prova con più ardore. È così che nasce il 10-0 di inizio seconda frazione, figlio di recuperi difensivi e contropiedi spesso condotti da un Bechi sempre più conscio dei propri mezzi.

Ma Legnano tiene la testa sotto malvolentieri, così la partita cresce di agonismo, fisicità, ruvidezza, errori e tra i protagonisti vola anche qualche complimento. L’atmosfera e il ritmo partita a cui gli uomini di Barsotti danno del tu, a partire da Lorenzetti, tra i più in palla nel garantire il vantaggio termale fino all’intervallo.

I lombardi a fine terzo periodo ricuciono buona parte della doppia cifra di svantaggio accumulata (45-33), trovando risorse importanti dall’energico Mazzantini. La sceneggiatura sembra quella di un finale in bilico, destinato a svoltare su episodi. Invece la Fabo non contempla la sorte, i due punti li vuole mettere in banca. Pressione, scivolamenti, corpi sulle linee di passaggio, quella voglia irrefrenabile di non concedere un millimetro agli avversari, per poi correre in campo aperto: il 7-0 del +10 (58-48) è servito. Quel che resta da giocare non fa che allargare il divario, forse penalizzando Legnano più del dovuto. Intanto però bastano l’esultanza della squadra e di Barsotti a spiegare il valore della serata.

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