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Natali sprona la Fabo: «Vogliamo di più, ogni gara è una finale»

La gioia condivisa coi tifosi dal capitano della Fabo Herons Nicola Natali dopo la vittoria di domenica in casa con Pavia (foto Nucci)
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La gioia condivisa coi tifosi dal capitano della Fabo Herons Nicola Natali dopo la vittoria di domenica in casa con Pavia (foto Nucci)

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MONTECATINI. Chi ricordava un Nicola Natali specialista difensivo, giovanissimo giocatore di agonismo e fisicità nell’allora Rb Agricola Gloria (dal 2005 al 2009) , ha riscoperto un’ala duttile, che pur non perdendo la propria identità, negli anni ha saputo ampliare il proprio bagaglio tecnico. I 20 punti messi a segno nell’ultima vittoria della Fabo Herons contro Pavia sono lì a dimostrarlo (come del resto i quasi 13 di media), con l’ulteriore sfizio di aver consolidato la seconda posizione nella classifica dei migliori tiratori dall’arco del girone (44,2%) . Ma oltre ai numeri sono la personalità e la determinazione con cui gioca a dare una grossa mano alla squadra di cui è capitano.

Chiuso il girone di andata, il 34enne termale doc è tuttavia consapevole che i risultati ottenuti fin qui – gli aironi sono noni nel girone A a 14 punti su 15 incontri – lasciano un po’ d’amaro in bocca, da addolcire il più possibile in nome dell’obiettivo B d’Eccellenza. «Quello che abbiamo sbagliato in questa prima metà di stagione deve stimolarci per la seconda – dice l’ex Varese e Forlì tra le altre – perché vogliamo di più. Ne sono successe molte, tra infortuni, cambiamenti e incidenti di percorso. Alla fine a volte perdere fa bene, però adesso basta (ironizza, ndr), di lezioni ne abbiamo prese abbastanza. Dopo Casale ci siamo fermati e ci siamo ripromessi faccia a faccia di non ripetere certe prestazioni. Domenica abbiamo dimostrato di aver capito e dobbiamo continuare ogni giorno, con questo entusiasmo e questa fiducia».

Su di sé Natali rimane cauto, mettendo davanti il collettivo. «Non guardo le statistiche perché si tratta anche di periodi – commenta – ciò che mi fa piacere è sentirmi addosso questo ruolo di capitano. Non nasco imparato, per me è la prima volta in carriera, perciò sto cercando di viverlo al meglio con il valore aggiunto di farlo nella mia città. Sul tiro ho lavorato molto in questi anni e continuo a lavorare, l’importante è che la squadra giochi ogni partita come una finale. Sabato ne abbiamo un’altra ad Alba. Sembrerebbe una trappola (i piemontesi sono ultimi a 0 punti, ndr), ma sono convinto che dopo quello che ci siamo detti la affronteremo nel modo giusto».
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