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«Adesso abbiamo più responsabilità»

di Raffaello De Maio
«Adesso abbiamo più responsabilità»

Coach Angelucci non cerca alibi: con l’arrivo di Marco Di Pizzo e Marco Laganà la squadra ha un centro e un esterno in grado di condurla a quel salto di qualità che stanno chiedendo i tifosi

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MONTECATINI. La nuova versione della Gema ha tratti sicuramente diversi rispetto a quella che ha chiuso il 2022 con la vittoria contro Oleggio. Soprattutto e principalmente per gli innesti di Marco Di Pizzo e Marco Laganà, due giocatori che vanno a occupare ruoli abbastanza scoperti, ovvero quello di un centro prolifico in attacco che aprisse il campo per gli esterni, e quello di un esterno con punti nelle mani ed estro offensivo, che aiuti a tirar fuori la squadra nei momenti di difficoltà.

E di tutto questo coach Massimo Angelucci è perfettamente consapevole, soprattutto che adesso la "patata bollente" è nelle sue sapienti mani, come ha più volte ribadito durante la conferenza stampa di presentazione di lunedi: «Con l’arrivo di Laganà e Di Pizzo aumenta la responsabilità da parte nostra verso i nostri tifosi. Questo è un nuovo punto di partenza importante. Il nostro obiettivo? Sputare sangue in palestra e onorare i nostri impegni verso il basket rossoblù.

Evoluzioni di gioco della Gema? Di Pizzo andrà a colmare una lacuna che offensivamente e in area colorata mancava mentre Laganà può giocare in tanti ruoli, ha grandissime capacità offensive e può dare una mano anche agli altri, aumentando il tasso tecnico di tutta la squadra e la pericolosità perimetrale. Due giocatori che arricchiscono un roster che a me piace moltissimo: il nostro potenziale può sicuramente crescere».

E Angelucci dopo diversi anni ricopre il ruolo di capo allenatore, dopo aver risposto un paio di volte ai richiami di aiuto della società dando una mano al capo allenatore, Giacomo Cardelli in particolare. Adesso la bacchetta in mano ce l'ha tutta lui. che la scorsa estate come rivelato dallo stesso patron Lulli, è stata la prima scelta come capo allenatore, ma il suo rifiuto ha portato poi a firmare Origlio. «Sono stato volutamente lontano dalle prime squadre in questi anni perché volevo costruire qualcosa con il settore giovanile, ed il lavoro da fare qui era importante. Per un paio di volte ho dato una mano alla società per risolvere alcune situazioni intricate, stavolta quando mi è stato chiesto di diventare capo allenatore ho accettato senza riserve perché c'è un progetto convincente ed una idea di squadra che può avere un programma a medio termine. Ora dobbiamo solo metterci a testa bassa e lavorare».

E come ha rivelato il general manager Guido Meini «per accettare la nostra proposta Massimo ha lasciato un ruolo importante nel settore giovanile, e ne approfitto quindi per ringraziare Paolo Albelli e Gabriele Savioli per la disponibilità dimostrata con la necessità di doversi riorganizzare in poco tempo». Anche questo fa parte del lavoro di gruppo di una società che vuole crescere.

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