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Serie B

Verso il derby Fabo Herons-Libertas Livorno. Il doppio ex Carera: «Piazze che ho nel cuore»

di Lorenzo Carducci
Verso il derby Fabo Herons-Libertas Livorno. Il doppio ex Carera: «Piazze che ho nel cuore»

Il campione diventato grande al PalaMacchia e che ha chiuso la carriera al Palaterme: «Livorno e Montecatini meritano di tornare ai fasti del passato: le rivalità spingono al top»

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MONTECATINI. Quell’inconfondibile gancio un po’arricciato, scoccato spesso togliendo tempismo al difensore. E poi quei tuffi, marchio di fabbrica di un lottatore che qualunque allenatore e giocatore avrebbe voluto con sé, a guardargli le spalle. Stoppate a iosa, rimbalzi, la grinta e la passione incarnate e trasmesse da Flavio Carera non possono finire nel dimenticatoio né di Montecatini né di Livorno, sponda Libertas.

Per il lungo bergamasco classe’63 – noto agli amici come “bimbo atalantino” – quello di domenica al Palaterme (alle 19, non più alle 18) tra i termali della Fabo Herons e gli amaranto di coach Andreazza è un autentico derby del cuore. Il salmastro di Livorno l’ha cullato e reso grande in un’avventura lunga 9 stagioni in maglia LL (dal’83 al’92), fino a fargli sfiorare lo scudetto, prima di vincerlo tre volte con la Virtus Bologna. A Montecatini ha giocato quella che di fatto è stata la sua ultima stagione in carriera, nella serie A1 del 2000-01 (dirigente rossoblù era l’attuale presidente della Fabo Andrea Luchi), abbinata al trionfo nel mondiale Over 50 con l’Italia sempre al Palaterme nel 2017. «Seguo con interesse il campionato della Libertas – esordisce Carera sul prossimo avversario dei Barsotti boys – come anche quello delle due Montecatini. Mi fa piacere che ci siano due squadre. È un po’ come rivivere quello che ho passato a Bologna e a Livorno, anche se mi rendo conto che le forze sarebbe meglio unirle, soprattutto nelle città piccole. Però l’importante è che la passione rimanga forte. A Livorno la rivalità ha sempre spinto entrambe, la dice lunga lo spettacolo dell’ultimo derby, portare 8mila persone al palazzetto in serie B è un segno d’amore della città verso la pallacanestro. Livorno era un po’ scomparsa nelle serie minori, adesso è tornata e vederla ai vertici della serie B fa estremamente piacere. Ma anche Montecatini ha la propria storia, un passato glorioso che ricordo bene e che ho vissuto, nell’ultimo anno di A1 della città. Quella stagione feci ancora la mia figura dignitosa dando una mano ad un gruppo di giovani. Ci salvammo bene, nonostante mille peripezie. I tifosi mi cantavano “Il ragazzo gioca bene”, faceva ridere perché avevo 40 anni».

Al derby in programma domenica, l’ex lungo della nazionale butterà più di un occhio. «Di solito mi diverto a fare zapping su tutti i campi – premette – tra cui ci sono sempre Livorno e anche Montecatini. Stavolta come altre volte (sarà il quarto incrocio tra una livornese e una termale in campionato, quinto contando la Supercoppa, ndr). Seguirò con piacere e sicuramente il pubblico risponderà presente. Vedo la Libertas favorita perché è una corazzata, però gli Herons sono forti, devono inserire i due nuovi giocatori al meglio perché possono fare davvero la differenza. E poi la Libertas ha già perso con la Gema al Palaterme. È un campionato competitivo e molto intenso, spero che Livorno resti al vertice e che le due Montecatini se la giochino al meglio da outsider».

Dei giocatori che prenderanno parte alla sfida, Flavio non nasconde un rapporto particolare col play della Maurelli Group Francesco Forti, figlio di Andrea (altro libertassino passato da Montecatini, come anche Alessandro Fantozzi), suo compagno in quell’Enichem da sogno. «Per Checco sono uno zietto – confessa – quand’era piccolo non stava neanche in palestra per paura dei tamburi, adesso è lì che spinge e dà il 100% per la sua maglia. Gli auguro il meglio come auguro il meglio e saluto calorosamente le due piazze straordinarie, la Libertas e Montecatini, che meritano di tornare al loro top».

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