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Montecatini

Un terzo quarto davvero da dimenticare. Scatta la condanna per Gema a Legnano

Fernando Marengo
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Fernando Marengo

Un buon primo tempo non basta. Stavolta l'assenza di Savoldelli si è fatta sentire

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LEGNANO. Un terzo quarto da dimenticare condanna la Gema alla sconfitta contro Legnano (87-61) , che rialza la testa dopo tre sconfitte consecutive. Un buon primo tempo non è bastato alla squadra rossoblù, che nel terzo quarto si è sciolta subendo un break di 23-10 con 0/7 da tre punti che ha indirizzato la gara verso i padroni di casa, confermatasi comunque squadra di talento e pronta a tornare nei quartieri alti. Stavolta l’assenza di Savoldelli si è fatta sentire, considerato il magro fatturato degli esterni. L’inizio è equilibrato e a viso aperto, con difese piuttosto allegre e le squadre che divertono. Legnano va sul 12-9 ma la reazione della Gema è immediata, entra Guerra e ne mette 6 in fila nel parziale di 13-2 che ribalta il punteggio (14-22) . La difesa a zona sporca l’attacco dei lombardi che non segnano da fuori e alla prima sirena la Gema controlla con buona autorità (16-22) . Il vantaggio rossoblù resta costante nella prima parte del secondo quarto, le rotazioni di Origlio mettono in ritmo anche Zanini e Marengo e Neri segna il massimo vantaggio (22-29 al 16’) , facendo esultare i tifosi termali. Nel duello tattico spunta la zona anche per Legnano, l’attacco Gema segna un passaggio a vuoto e l’esperto Casini suona la carica per i padroni di casa: le sue triple ispirano anche Drocker e Marino, e negli ultimi 4’i Knights piazzano un 4/5 da tre punti nel break di 19-8 che rimette la gara nelle loro mani. Il feeling di Legnano prosegue nella ripresa, un 6-0 che coinvolge anche il rientrante Mazzantini. La Gema perde mordente, l’attacco continua a segnare la riserva e i rossoblù scivolano a -10 (47-37) , ma reagiscono con Marengo e 5 punti di Duranti (50-46) . È l’ultimo sussulto: Sacchettini concretizza gli assist di Marino (6 alla fine) e lo stesso playmaker porta a braccetto i suoi (62-46) chiudendo un break di 12-0 che si rivela determinante. L’ultimo quarto infatti serve solo per arrotondare i tabellini anche se la Gema prova fino in fondo a evitare un passivo più pesante, facendo anche debuttare Cellerini.

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