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Il derby all’ultimo soffio lo vince Gema

di Lorenzo Carducci
Il derby all’ultimo soffio lo vince Gema

Derby controllato dagli ospiti ma sempre in bilico. Finale convulso ed emozionante. Decide la gara una tripla di Molteni. Beffardo “viaggio in lunetta” per Lorenzetti

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MONTECATINI. Sei sotto di uno e la partita sta finendo, gli avversari hanno appena ottenuto il primo vantaggio di serata, a un minuto dalla sirena. Ti prendi un tiro da tre e lo mandi a bersaglio.

Sei sotto di due, vuoi segnare il primo libero e lo sbagli, vuoi sbagliare il secondo per provare a prendere il rimbalzo e pareggiare nell’ultimo secondo che resta da giocare, e invece la palla va dentro e perdi di uno. Due istantanee che raccontano molto del nono derby rossoblù, combattutissimo come tutti gli altri: protagonisti Tommaso Molteni (che già aveva deciso la prima stracittadina del 16 marzo) e Gema da una parte, Antonio Lorenzetti (autore di una prestazione solidissima condita dalla doppia nonché dell’unico vantaggio di serata a favore dei suoi) e Fabo Herons dall’altra. Un finale amaro e severo per la squadra di Barsotti, alla quarta sconfitta. Mentre la Gema invece ha tutto da sorridere, con in tasca la seconda volta consecutiva, terza in cinque gare.

Un derby contratto, maschio e poco spettacolare, che vede i padroni di casa costretti a restare in scia per tutto il primo tempo. Il forziere abbarbicato intorno al canestro da Origlio, con una difesa a zona efficace, risulta ostico da scardinare. E le scarse percentuali degli aironi, non aiutano per niente.

Sponda Gema, in vantaggio stabile di due o tre possessi, va tutto secondo i piani: controllo del ritmo (che contro gli Herons vale a dire anche delle sinapsi della gara), controllo di pitturato e rimbalzi e una condivisione delle responsabilità offensive vincente, con l’abilità ulteriore di saper punire nell’uno contro uno sui cambi sistematici delle maglie bianche.

Verso l’intervallo la trama del film non cambia, e continua a strizzare l’occhio agli ospiti. Anche nel secondo tempo Marengo e compagni sono bravi ad amministrare il vantaggio, trovando sbocchi e conclusioni fin troppo agevoli, talvolta, per attaccare contro una squadra di Barsotti. Quello di fine terzo quarto è un passaggio delicato, la Fabo recupera smalto e qualche lunghezza ma non abbastanza, così a rimarcarlo la tripla allo scadere di Guerra che fa schizzare in piedi mezzo palazzetto. Il finale però rimane completamente aperto, con un solo padrone nel punteggio, ma che proprio agli sgoccioli si affranca e diventa di tutti, di nessuno, di chi ha più fame e voglia.

Ad appena un giro di sveglia dal termine, su tiro libero di Lorenzetti gli aironi centrano il primo vantaggio di serata, freddato dalla tripla dell’ispirato Molteni per il +2. Poi lo sfortunato e beffardo viaggio in lunetta di Lorenzetti, a liberare la gioia dei leoni.

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