Gioco
Herons a Livorno sponda Libertas. Lorenzetti: «Bel banco di prova»
Rossoblù attesi al PalaModigliani domani sera per i sedicesimi di Supercoppa. L’eroe del derby: «Rispettiamo tutti ma non abbiamo paura di nessuno»
MONTECATINI. Da un derby all’altro, che non è stracittadino ma toscano, assaggio di un doppio e suggestivo incrocio tra Montecatini e Livorno che rimbalzerà sui parquet del girone A di questa serie B. Dopo aver esordito col botto, battendo i cugini rossoblù della Gema al supplementare nei trentaduesimi, per i sedicesimi di Supercoppa gli Herons se la vedranno domani sera alle 21 con la Libertas Livorno 1947. Una vera e propria corazzata, densa di giocatori di primissimo livello per la categoria (diversi provenienti dai piani superiori) e con un allenatore preparato e stimato come Marco Andreazza. Per contendere le plance ai vari Fantoni e Fratto gli Aironi si affideranno all’eroe di sabato sera (23 punti, 11 rimbalzi e uno spaventoso impatto agonistico sulla gara) , che nella serie cadetta ha già incrociato i prossimi avversari sul proprio cammino. «Per il sistema impostato da Federico, il nostro gioco si basa tanto sull’energia e l’aggressività – premette l’Ercole di Darfo Boario Terme (era destino), paesino di montagna del bresciano – che sono caratteristiche che sento mie e cerco di dare alla squadra.
Sabato sono venuti anche i punti, ma quel che non deve mai mancare è lo spirito. All’inizio come in amichevole con la Pielle abbiamo fatto troppi falli e abbiamo subito un po’, poi però la reazione è stata buona. È chiaro che dobbiamo lavorare e crescere ancora tanto, a volte facciamo errori banali. Dobbiamo migliorare nella difesa e nella concretezza in attacco sfruttando anche di più il contropiede. E poi cercare di approcciare le meglio le partite per dare subito un’impronta alla gara, altrimenti con la Libertas e poi anche in campionato avremo difficoltà. Ma stiamo migliorando tanto, siamo sulla strada giusta». Amaranto che accoglieranno Lorenzetti e compagni al PalaModigliani, dopo che per un attimo, complici i problemi di costi del moderno palasport e qualche passaggio burocratico mancante per l’utilizzo dello storico PalaMacchia, era stata anche paventata l’ipotesi di uno spostamento di sede al PalaTerme con incasso livornese. «Con la Libertas ci ho giocato tante volte, compreso l’anno scorso – racconta il classe’95 – ma tranne Ricci e Forti quest’anno sono tutti nuovi. Parliamo di una tra le squadre più forti del girone, possono ambire alla promozione. Per noi è una bella prova, anche se essendo Supercoppa non abbiamo l’ansia di vincere per forza è importantissimo affrontarla a viso aperto, duri e aggressivi rispettando tutti senza paura di nessuno».
«Siamo già un gruppo super – aggiunge il coinquilino di Carpanzano, come a San Miniato sotto la guida di coach Barsotti – siamo tutti ragazzi giovani disponibili al sacrificio. Anche capitan Natali, che è quello più esperto che venendo dalla serie A potrebbe avere meno da dimostrare è il primo esempio da seguire, ma come vale per lui posso dirlo per tutti gli altri». E sul confronto coi totem dai suoi “soli” 196 centimetri, tra le stazze più piccole per i centri, a parlare è il suo cuore impavido. «Mi ritengo un agonista, perciò sfidare quelli più alti e grossi di me è qualcosa che mi piace. E poi in attacco posso avere dei vantaggi».
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