Lutto
L'Imperatore Bellei timbra la vittoria numero 9.000
Il beniamino del trotto di Montecatini a Firenze segna un altro straordinario record
MONTECATINI. Cannibale, Imperatore, adesso chiamatelo pure Collezionista. Enrico Bellei martedì pomeriggio, 3 maggio, a Firenze ha conquistato la vittoria numero 9 mila della sua carriera. Ventuno volte capoclassifica dei driver nazionali, centinaia di gran premi, il driver montecatinese in attività dal 1982 è la star assoluta dei guidatori italiani. Nessuno sulle nostre piste aveva raggiunto questo traguardo straordinario, step raggiunto guidando Phantom e conseguendo un doppio nel pomeriggio fiorentino.
Il palcoscenico gigliato che spesso ha visto recite importanti del figlio di Ivan Nello Bellei da Modena, come ad esempio quell'ottavo Ponte Vecchio conquistato con Radiofreccia Fi. Il montecatinese è un guidatore di sopraffino talento che puntualmente aggiorna le classifiche, segna nuovi primati nello sport del sulky. Nel 2010 portò a 538 i successi in un'annata, anno di grazia quello nel quale conquistò anche il titolo europeo ad Amburgo. Sul piano della classe, dello stile e della capacità d'entrare nella fantasia e nel cuore degli appassionati, l'Enrico Nazionale può essere accostato al Professore William Casoli e al Pilota Sergio Brighenti. Casoli era un driver per grandi proprietari e con un carisma straordinario anche fuori dalla pista. Il Pilota aveva mani di una sensibilità unica e una capacità di tirare fuori il massimo anche da un cavallo difficile.
Accanto a questi due, in una galleria di big delle redini lunghe figura il Mago Walter Baroncini, il primo guidatore di spessore internazionale della nostra ippica, scelto dalle scuderie francesi per vincere all'estero. Una cosa a parte erano Vivaldo Baldi e Nello Bellei, il Rivera e il Mazzola del trotto. Amici-nemici divisero una regione intera come la Toscana che il cavallo ce l'ha nel sangue. Inventore della mezza ruota il primo, capace di disegnare sull'ovale di sabbia traiettorie proibite agli altri, straordinario preparatore-guidatore il secondo.
Non era facile per Enrico sconfiggere il Mito in famiglia del vincitore di 13 frustini d'oro. Per farlo ha cominciato a inseguire lo scudetto tricolore nel 1995 e non si è piu' fermato, arrivando a quota 21. L'Imperatore vince più degli altri perché nelle sgambature intuisce quello che c'è da aggiustare nell'assetto del cavallo. Poi sa solo aggiungere: mettersi sempre nella posizione giusta dopo la partenza e non sbagliare mai il momento dell'attacco. Nato per stupìre, intorno a babbo Nello nelle foto da bambino ad ogni premiazione di Scellino o di Aprile, ha sempre respirato il profumo inebriante del successo. E non ha smesso mai di darsi obiettivi. Questa quota 9.000 è un'altra perla di una carriera irripetibile che conta anche su quattro Derby.
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