Il Tirreno

Montecatini

tasse

Evasione fiscale, Nibali patteggia in tribunale

Massimo Donati
Vincenzo Nibali
◗
Vincenzo Nibali

Il campione di ciclismo avrebbe omesso di dichiarare oltre settecentomila euro per gli anni del 2010 e 2011 per una evasione di duecentonovantamila euro.

3 MINUTI DI LETTURA





MASTROMARCO. Una volta messo di fronte all’evidenza di quell’errore commesso dai suoi commercialisti, non si è tirato indietro. Anzi, dopo aver fatto di tutto per velocizzare la verifica delle Fiamme Gialle, ha voluto pagare anche quelle tasse e quelle sanzioni che per legge, per via della prescrizione, avrebbe potuto non versare all’Agenzia delle entrate. Insomma, oltre che un campione delle due ruote, Vincenzo Nibali si sarebbe dimostrato anche campione di senso civico.

Almeno in base alla ricostruzione che di questa vicenda di evasione fiscale che vede coinvolta l’attuale detentore della maglia gialla ha fatto l’avvocato Fausto Malucchi, uno dei legali che lo hanno assistito nel procedimento giudiziario che si è concluso con un patteggiamento davanti al gip del tribunale di Pistoia, Patrizia Martucci: sei mesi di reclusione convertiti nella pena pecuniaria di 45.000 euro.


Dal punto di vista penale, le contestazioni di evasione fiscale a carico dello “squalo dello stretto”, trentenne siciliano ma sportivamente e umanamente cresciuto a Mastromarco, nel comune di Lamporecchio, si riferivano al 2010 e al 2011: complessivamente, il campione del pedale non aveva inserito nelle sue dichiarazioni dei redditi un imponibile di 772.000 euro. Omissione che aveva portato a un’evasione d’imposta di circa 290.000 euro.

In particolare, si legge nel capo di imputazione, nel 2010 Nibali aveva omesso di dichiarare un imponibile di 148.500 euro, di cui 119.300 di maggiori compensi per sfruttamento di diritti d’immagine, 3.300 euro di canoni di locazione, 10.800 euro per maggiori compensi e premi, e 15.200 da versamenti. Il tutto per una imposta evasa di 63.800 euro. Nel 2011 il campione aveva omesso di dichiarare un imponibile di 523.600 euro, di cui 491.400 di maggiori compensi per sfruttamento di diritti d’immagine, 3.500 di canoni di locazione, 22.600 euro di compensi e premi e 6.000 da versamenti. Il tutto per una imposta evasa di 225.000 euro.


Come si vede, la quasi totalità dell’evasione riguarda i diritti di immagine. «Si tratta di contratti – spiega l’avvocato Malucchi – che un atleta come lui, che l’anno passato ha corso in gara qualcosa come un numero di ore pari a 40 giorni, non può certo seguire personalmente. C’è stato un errore da parte dei professionisti a cui si è affidato».


«La vicenda si è sviluppata su due piani. Uno fiscale, che si è concluso con un accordo con l’Agenzia delle entrate: ha pagato tutti gli importi dovuti, le penali, gli interessi e quant’altro. In più, ha deliberatamente rinunciato alla prescrizione di cui poteva beneficiare per l’anno 2008: “Se abbiamo commesso un errore dobbiamo pagare anche per quello “ ha detto».


Il piano penale ha riguardato solo i due anni – il 2010 e il 2011 – per i quali l’evasione ha superato la soglia minima prevista dalla legge.


«Anche qui – prosegue l’avvocato, che ha assitito Nibali insieme ai colleghi Elena Baldi e Roberto Cordeiro Guerra – l’atleta ha voluto pagare subito per l’errore commesso, nonostante dal punto di vista difensivo ci fosse un discreto margine in un eventuale processo dal punto di vista della sua non consapevolezza, della mancanza del dolo. Una volta accertato che il mancato versamento c’era stato, ha voluto risponderne in prima persona. E su questo c’è stata una piena sintonia con la procura».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web