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Pescia sprofonda ma il mister resta

di Roberto Grazzini
Pescia sprofonda ma il mister resta

La società è alla quarta sconfitta in 4 gare, ma Agostiniani non si tocca. Del resto è stata per tutti una giornata disastro

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PISTOIA. Domenica (e sabato) da incubo per il quartetto d’Eccellenza. Dal naufragio si salva parzialmente il Quarrata che esce indenne, giocando bene dalla sfida con la Pro Livorno.

Trasferte disastrose Invece per PesciaUzzanese, ultima, Larcianese, che perde il primato, e Monsummano, ora davvero in zona pericolo.

Pesciauzzanese. Agostiniani non si tocca. Nonostante le quattro sconfitte di fila ed il desolante zero alla casella punti fatti, la posizione dell’ex tecnico della Pistoiese appare più solida della rocca di Gibilterra. Questo è quanto trapela dalla sede neroarancio. Anche perché perdere a Ponsacco, nobile decaduta imbattuta da due campionati, ci sta.

A salvare il PesciaUzzanese dalla sconfitta non basta il “talismano” Gianni Capoccia, allenatore dei portieri, in panchina (Agostiniani era squalificato) mai perdente nelle precedenti circostanze, il gol di vantaggio e l’uomo in più (per un’ora circa). Se poi i neroarancio prendono pure il -2-1 in contropiede e in superiorità numerica, il gioco è fatto.

In ogni caso al momento è troppa la differenza tra le due squadre coi rossoblù destinati ad uccidere il campionato.

Questo PesciaUzzanese, incerottato oltre modo, senza il faro Cerri e Strufaldi dietro è destinato a soffrire finchè la situazione non migliora. Domenica prossima ad esempio mancheranno i tre centrali difensivi. «Dobbiamo cambiare atteggiamento e giocare da squadra che pensa alla salvezza – tuona Agostiniani –. Non c’è altra soluzione».

Larcianese. «Nella palude si salva solo il coccodrillo» amava dire spesso il grandissimo Califano e invece la Larcianese a Cenaia ha fatto la figura del pesciolino rosso in una vasca di piranha. Eppure mister Tognarelli, nativo di quelle parti e profondo conoscitore del football dell’hinterland pisano aveva messo in guardia la sua baldanzosa truppa viola, a punteggio pieno fino a sabato scorso, sui pericoli di una trasferta da prendere con le molle. Fiato sprecato. Quando c’è stato da tirar fuori la baionetta, Pinto e compagni hanno esitato e il Cenaia che ha classe ma soprattutto agonismo da vendere, ha sfondato. Ma il buon Paolo Tognarelli se ne fa una ragione e usa il suo consueto atteggiamento paterno per rassicurare il clan viola. «È vero – ammette – abbiamo sbagliato ma essere riusciti a conquistare 9 punti nelle prime quattro gare resta un bottino impensabile alla vigilia. Non eravamo dei fenomeni prima e non siamo dei brocchi adesso. Solo che nel calcio la remissività è una colpa grave».

Monsummano. Claudio Ranieri, ex allenatore sanguigno e verace, da quest’anno direttore sportivo del neopromosso Monsummano, da uomo di campo non si nasconde dietro a un dito e si prende le proprie responsabilità .

«Questo organico l’ho scelto e voluto io – esordisce – da mister Capecchi ai giocatori fino ai magazzinieri per cui se le cose non stanno andando bene mi assumo le colpe che mi spettano. Allo stesso tempo però a Mutigliano ho visto una squadra, la mia appunto, che ha dimostrato poca attitudine alla lotta ed a mio avviso altrettanto poco attaccamento alla maglia.

«La Fortis Lucchese al contrario ci ha insegnato come deve giocare una squadra che deve conquistare la salvezza. Così in questi campionati non si va da nessuna parte». Due punti in quattro gare sono un bottino misero sebbene il clan amaranto sapeva bene che il campionato d’Eccellenza non sarebbe stato una passeggiata.

Adesso la parola passa alla società che sta valutando attentamente quanto fare per uscire da una situazione che forse era temuta ma non era propriamente attesa in casa del Monsummano.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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