Gioco
Conte a Montecatini racconta la frenesia di sedersi in panchina
L’allenatore della Juve al Lidò riceve il Trofeo Maestrelli Tra gli sportivi premiati anche Ghirardi, Bigon e Baroni
MONTECATINI. «Sto contando i giorni che mi separano dal rientro in panchina, ce ne sono ancora 27. Mi mancano i 90 minuti e mancano anche alla mia famiglia, che non mi sopporta più...»: così l’allenatore della Juventus, Antonio Conte, ha parlato, anche scherzando, del tempo che gli manca alla fine della squalifica per calcioscommesse e al suo ritorno in panchina, programmato dalla giustizia sportiva per il 9 dicembre.
È successo ieri sera alla discoteca Lidò Le Panteraie, dove è andata in scena la trentunesima edizione del trofeo Maestrelli, che ogni anno una giuria specializzata consegna al miglior allenatore della stagione passata. Quest’anno (anzi, per la precisione, per il campionato 2011-2012), come detto, il premio è andato a Conte, ma insieme a lui sono stati premiati, con riconoscimenti speciali, anche il presidente del Parma Tommaso Ghirardi, il direttore sportivo del Napoli Riccardo Bigon, l’allenatore della Primavera della Juventus Marco Baroni e i giornalisti sportivi Nicola Calathopoulos (Sportmediaset) e Vittorio Oreggia (direttore di Tuttosport).
Il sindaco, Giuseppe Bellandi, ha messo da parte la sua fede calcistica rossonera per consegnare il premio nelle mani di Antonio Conte, che il presidente del Trofeo Maestrelli, Tito Stagno, ha definito «un lavoratore che è stato ripagato dei sacrifici fatti» e «un uomo che è un cocktail di umiltà, tenacia e ambizione».
«D’altra parte – ha concluso Stagno – chi vince scrive la storia e la storia non la può toccare nessuno». Complimenti sono arrivati via posta anche dal presidente della Juventus, Andrea Agnelli, che ha detto che «questo premio prestigioso aggiunge altre soddisfazioni a un campionato già memorabile per la nostra squadra».
Poche, invece, le parole pronunciate da Conte, forse per rispettare il suo (scomodo) status di allenatore “squalificato”: «Mi mancano i 90 minuti della partita, il profumo dell’erba, i calciatori, i tifosi. È ormai un conto alla rovescia».
Conte succede ai più grandi nomi del calcio che hanno vinto prima di lui questo importante riconoscimento intitolato all’allenatore della Lazio scudettata del 1973-74, Tommaso Maestrelli. Scorrendo l’albo d’oro troviamo i nomi di Clagluna (il primo, nel 1988), Trapattoni, Mondonico, Mazzone, Eriksson, Ancelotti, Capello, Prandelli, Spalletti fino agli ultimi tre Mancini (2008), Ranieri (2009) e Allegri (2010).
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