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Montecatini

Missardi inesperta paga dazio con le big

di Lorenzo Mei
Missardi inesperta paga dazio con le big

I rossoblù hanno lottato fino alla sirena con Livorno e Ravenna Frenesia e qualche errore di troppo hanno fatto la differenza

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MONTECATINI. Mettiamola così: la Missardi non è ancora pronta per battere le più forti.

Non è un peccato grave, se si considera che lo Sporting Club è una squadra nuovissima e piena di giovani. Aver lottato quasi fino alla sirena sia a Livorno che domenica contro Ravenna è una conferma del fatto che la squadra di Barsotti non si fa mettere sotto facilmente da nessuno.

La sintesi migliore l’hanno fatta proprio il coach e il direttore tecnico Andrea Niccolai, con parole molto simili. «Per vincere ci voleva una partita perfetta, e ne abbiamo fatta una solo buona» ha detto Barsotti, e Nick ha rivisitato il concetto in termini numerici, assegnando alla squadra un sei e mezzo al posto dell’otto che sarebbe servito.

Qualche lacuna era prevedibile: il gioco contro la difesa schierata è ancora molto confusionario, ma su questo lo staff tecnico ripete da mesi che non c’è da aspettarsi un’evoluzione definitiva nel giro di poche partite, e solo una partenza scoppiettante ce lo aveva fatto dimenticare.

Altro problema inevitabile sono gli errori banali in cui a volte cadono i giocatori inesperti: qui si tratta solo di farli giocare il più possibile e attendersi progressi. A ben vedere però domenica c’è stato anche qualche intoppo imprevisto, che solo in parte si spiega con la condizione fisica non perfetta. La difesa si è presa una qualche minuto di relax all’inizio del primo e del terzo tempo, e anche quando è stata più attenta non ha recuperato un numero decisivo di palloni, che servono per fare il contropiede, cioè per attaccare senza trovarsi la difesa già schierata davanti.

Qui naturalmente entra in gioco la bravura degli avversari: l'Acmar è apparsa, come ci si aspettava, nettamente superiore a tutte le formazioni incontrate fin qui, ha scavalcato il pressing senza eccessivi problemi, ha fatto circolare la palla e ha trovato spesso buoni tiri, laddove Cecina (per esempio) aveva boccheggiato.

Nonostante questo, la Missardi aveva un’occasione di fronte a una capolista scesa in campo senza Penserini e con Cernivani che si è infortunato in una fase della gara.

Scarone, Niccolai e compagni avrebbero potuto vincere se non avessero pagato il difetto peggiore della serata, cioè la tendenza a sprecare. Palle perse, tiri da sotto sbagliati, tagliafuori dimenticati, qualche scelta discutibile nei momenti chiave.

Una serie di elementi che riportano alla considerazione iniziale, senza drammi: per vincere con le migliori c’è ancora da lavorare.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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