Il Tirreno

Montecatini

«Grande Mario, grazie di tutto»

di Lorenzo Mei
«Grande Mario, grazie di tutto»

Ex compagni, tifosi e anche gli storici avversari pistoiesi rendono omaggio a “Mitraglia”

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MONTECATINI. I lettori del Tirreno più mattinieri l’hanno scoperto aprendo il giornale di ieri, per il resto del mondo la notizia del ritiro di Mario Boni, classe 1963, è esplosa alle 10,01, quando è stato lo stesso protagonista a postare un toccante annuncio sul suo profilo Facebook.

Da quel momento si è alzata un’inevitabile marea di commenti. Una cinquantina sotto quel testo, che dopo quattro ore altre cento persone avevano condiviso sulla loro bacheca. Quella di Mario è stata invasa da messaggi, fotografie, ricordi, complimenti, auguri, anche qualche amichevole rimbrotto per la decisione di smettere. Da Montecatini, da Livorno, da Piacenza, da Bologna, perfino da Pistoia.

Molto belle le parole di Claudio Bonaccorsi: «Come per tutti gli autori di belle storie e poesie portate alla ribalta non con la penna ma con le scarpette da gioco e a suon di retine sbruciacchiate in ogni palasport che ha ospitato le tue "opere", il tuo personaggio non smetterà di esistere, vivrà con le tue gesta per molto, molto tempo ancora. Grande Mario, grazie a te. Onorato di esserti stato avversario e soprattutto compagno di squadra».

Andrea Tommei, mano calda delle ultime stagioni montecatinesi, lo ha ringraziato per avergli trasmesso, da bambino, la passione per il basket, Andrea Luchi ha ricordato le emozioni vissute da radiocronista negli anni della serie B e poi l’esperienza professionale comune, una volta diventato dirigente.

Ma a farsi sopraffare dalle emozioni sono soprattutto i tifosi, gli appassionati che nella pallacanestro di oggi non riescono a trovare un altro Boni, anche cercandolo con il lanternino su tutti i campi d’Italia. Andrea Niccolai, al telefono, va dritto al sodo: «Appende le scarpe al chiodo uno dei più grandi giocatori della nostra pallacanestro. Facevo fatica a immaginarmelo in serie C nelle ultime stagioni, non era una categoria per lui. Quello che ha lasciato in tanti anni di carriera è un contribuito fantastico».

Idealmente piazzato dall’altra parte del Serravalle, Claudio Crippa, appena tornato dai draft Nba che ha seguito per i suoi Spurs, apprende la notizia dalla nostra chiamata: «È stato un grande avversario di splendide battaglie, e racchiudeva in se stesso tutte le caratteristiche della città esuberante e guascona che rappresentava. Ho il ricordo piacevole delle grandi attese, poi in campo tutto cambiava e ognuno pensava per sé, perché quella singola gara contava di più di tutto il campionato. È stato un piacere e un onore giocare contro uno dei più grandi scorer di sempre. Lo avresti potuto mettere in campo in qualsiasi categoria: avrebbe fatto sempre trenta punti. Dispiace solo che smetta così giovane».

La stessa battuta esce dalla bocca di un Gino Natali scherzosamente stupito: «Poteva giocare altri tre o quattro anni alla grande». Poi il gm che portò Mitraglia da queste parti torna serio: «La sua longevità sportiva è spaventosa, ragazzi in giro con la sua passione e il suo talento non esistono più. Ogni tanto lo incontro: ha sempre la freschezza del ragazzo che nel suo primo giorno a Montecatini mi svuotò il frigo di casa».

Altro servizio a pagina 15

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