La manifestazione
Umberto Orsini ora sogna l’iride
Il neocampione italiano Juniores: «Spero di essere convocato in Olanda, il tracciato mi si addice»
MONSUMMANO. Festa grande, con mega-cenone sotto le stelle in piazza Giusti per la Polisportiva Monsummanese e per Umberto Orsini, diciottenne di Santa Croce sull'Arno e nipote di Andrea Tafi recente vincitore del campionato italiano della categoria ciclistica degli Juniores svoltosi a Sant'Orsola in provincia di Trento.
Una vittoria storica per il club presieduto da Giordano Cecchi e che ha come primi tifosi due dirigenti di lungo corso e di tanto entusiasmo come Francesco Giusfredi e Marino Romani, tanto da meritare una grande festa nella quale l'ospite d'onore è stato il leggendario presidente onorario della Fci Alfredo Martini. Entusiasmo alle stelle, è proprio il caso di dirlo, durante questa riuscita serata celebrativa, con Andrea Tafi, team manager della Polisportiva Monsummanese e il valido diesse Alessio Giusfredi che hanno fatto gli onori di casa, mentre Orsini, insieme ai suoi compagni di squadra tra i quali spiccavano il neocampione toscano Matteo Natali e l'enfant du pays Nicola Stefanelli, si è sottoposto di buon grado al fuoco di fila delle domande postegli dai rappresentanti dei mass media. Nel suo palmarès stagionale figurano le vittorie nell'internazionale di Loano, a inizio marzo, nel recente Memorial Gastone Nencini disputato alle Caldine (Firenze) e il titolo italiano conquistato sulle infuocate strade trentine.
Ci puoi fare la cronaca degli ultimi chilometri delle prova tricolore?
«Nel finale mi sentivo molto bene e quando Borso ha attaccato sull'ultima salita non ho avuto problemi a rispondere al suo scatto. Poi, a due chilometri dalla conclusione, sono riuscito a staccarlo ed a vincere in solitudine, coronando questo bel sogno».
Ormai il tuo 2012 sta diventando un'annata memorabile: te lo aspettavi?
«Ho svolto una preparazione specifica per arrivare al top in occasione dei grandi appuntamenti. Ho vinto subito l'internazionale di Loano ma non ero certo al massimo. Successivamente sono cresciuto poco a poco e adesso sto veramente bene, come mi sembra di avere dimostrato nelle ultime gare disputate».
E a settembre ci sarà il mondiale in Olanda con la salita del Cauberg e l'arrivo finale a Valkenburg:sarà questo il tuo prossimo obiettivo?
«Zio Andrea mi sta ripetendo da tempo che sarà un mondiale dal percorso molto duro, adatto alle mie caratteristiche. Io cercherò di fare tutto quello che sarà possibile per essere convocato nella nazionale italiana e quindi risultare tra i protagonisti della prova iridata».
Per la Polisportiva Monsummanese è già un'annata memorabile...
«Siamo un gruppo fantastico e i risultati non potevano mancare. Natali è stato eccezionale, ha vinto il campionato toscano e anche Stefanelli è stato bravissimo, così come tutti gli altri miei compagni di squadra. Siamo un gruppo molto unito e vincente, nel quale tutti possono avere spazio a seconda delle situazioni e dei momenti. E' questo grande affiatamento ad essere alla base dei nostri successi».
Ci sono dediche per la tua fiammante maglia tricolore?
«Ovviamente la dedico alla mia famiglia, a mio zio Andrea Tafi, ai miei compagni di squadra e a tutto lo staff della Polisportiva Monsummanese».
Cosa c'è all'orizzonte per il tuo debutto tra i dilettanti Under 23 che avverrà nel 2013? E l'anno prossimo si svolgeranno i campionati mondiali per la prima volta in Toscana: conti di prendervi parte con la nazionale italiana dilettanti?
«Zio Andrea sta predisponendo una squadra di Under 23 e se il progetto andrà in porto sarò ben felice di farne parte. per quanto riguarda la nazionale, sarà molto difficile, poiché io sarò soltanto un inesperto Under 23 del primo anno. Comunque sognare non è proibito».
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