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Quarrata, una retrocessione traumatica

Quarrata, una retrocessione traumatica

Il dg Bernardini: «Tornare in Promozione significa uscire dal calcio dilettantistico che conta»

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QUARRATA. La stagione del Quarrata Olimpia è terminata nel peggiore dei modi, con la retrocessione in Promozione.

Guardando la classifica del girone di andata, con il Quarrata a ridosso della zona playoff, tutti gli addetti ai lavori pensavano che sarebbe stato un campionato tranquillo e invece la squadra nel girone di ritorno ha dissipato un vantaggio che pareva ormai consolidato, collezionando in 16 match soltanto una vittoria.

«Nessuno si aspettava una fine così – commenta dispiaciuto, ma al tempo stesso con grande lucidità il direttore generale Ferdinando Bernardini – ma sarebbe riduttivo giudicare un'intera stagione in riferimento agli ultimi 90 minuti».

La partita in questione è la gara di ritorno dei playout disputata a Quarrata. Ai giallorossi, in virtù di un migliore piazzamento in classifica e del pareggio rimediato a Uliveto Terme nella gara d'andata (1-1), andava bene anche il pareggio, ma la partita è finita 1-4 a favore dell'Urbino Taccola.

«È inspiegabile – continua Bernardini – l'atteggiamento della squadra. Siamo partiti molto bene e abbiamo sbagliato un'occasione limpida con Massaro. Poi ci siamo disuniti un po' e abbiamo subìto l'1-0 su un gol fotocopia della settimana scorsa: ovvero su palla inattiva. Nella ripresa siamo entrati in campo male e abbiamo patito psicologicamente tanto che non c'è stata partita». Al di là dell'andamento della partita, resta il dato di fatto. Il Quarrata Olimpia torna in Promozione (l'ultima volta in Promozione fu nella stagione 2006/2007: i giallorossi retrocedettero dall'Eccellenza, ma vinsero il campionato di Promozione con mister Alvini e risalirono immediatamente). «Sportivamente parlando – aggiunge – questa retrocessione rappresenta un trauma per la società perché ti fa uscire dal calcio dilettantistico che conta, cioè l'Eccellenza». La ferita è troppo recente per poter già parlare di futuro. L'unico punto fermo, però, Bernardini lo sa già. «Su quello che sarà il futuro – conclude – francamente non lo so. Di sicuro il sottoscritto non ricoprirà più il ruolo di accompagnatore ufficiale della squadra. Dopo 23 anni, ho dato tanto e lo stress di stare 90 minuti in panchina per un'intera stagione non lo reggo più. Se la società vuole, resto come direttore generale, ma in panchina dico subito che non ci andrò più: né per la prima squadra né per gli Juniores. A mio parere, comunque, dovremo ripartire dai giovani. Anche il campionato Promozione è un campionato impegnativo e occorre una pianificazione».

Lapo Balli

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