Sicurezza
Dall’obiettivo salvezza a lotta playoff
Bilancio di fine stagione con molte luci per la Missardi, ora l’obiettivo deve diventare quello di riconquistare i tifosi
MONTECATINI. Sedici partite vinte e quattordici perse, soltanto tre sconfitte in casa, tutte con il trio di testa della classifica del girone. Facendo un bilancio della stagione finita da poco, la Missardi, può ben essere soddisfatta del proprio percorso da matricola in DNB. La squadra è partita puntando alla salvezza, da centrare evitando i playout. Poi, con il trascorrere dei mesi ha capito che poteva aspirare ai playoff, e solo per un soffio ha mancato addirittura la quinta piazza (sfuggita per la classifica avulsa), che avrebbe significato essere la prima delle squadre “normali”, dietro alle prime quattro e una spanna sopra a tutte le altre.
I risultati. All’esito finale, settimo posto in classifica ed eliminazione per 1-2 nei quarti dei playoff contro Bologna, lo Sporting ci è arrivato attraverso un percorso tortuoso, perdendo molte partite all’inizio (cinque nelle prime sei), e mettendo a segno dieci successi sulle quindici gare del girone di ritorno, fino a una “striscia” di nove dodicesimi. Colpa di un calendario strampalato, che ha obbligato i rossoblù a tante trasferte nella prima parte, riservando pochi incontri tra le mura amiche. Lontano dal Palaterme peraltro la squadra di Angelucci è cresciuta nel tempo, riuscendo a vincere quattro volte, di cui tre nel girone di ritorno.
I protagonisti. La formazione ha subìto qualche cambiamento in corso d’opera. In realtà l’unica sostituzione (determinante) è stata quella di Avanzini, infortunatosi al gomito nella trasferta di Torino, con Stanic, che però ha comportato qualche giornata con la posizione di play “vacante” e la conseguente scoperta di Alessandro Procacci. La squadra ha funzionato soprattutto nel periodo in cui ha recuperato una difesa di spessore e in cui ha potuto contare in attacco sia sul reparto esterni (con un Niccolai continuo per moltissime giornate, un Tommei cresciuto nel tempo e un buon Cavallaro nella fase centrale) che sui lunghi, tra i quali si è sentita l'assenza di un “4” vero, oltre all’assenza di Barraco, operato al naso e successivamente rimasto sempre ai margini del gioco.
I giovani. Detto di Procacci (15 minuti di media), hanno avuto uno spazio importante: poco meno di 20 minuti per Tommei, poco più di 20 per Giarelli, solo per restare su quelli nati dopo il 1990.
Il pubblico. La nota dolente di questo campionato, oltre all’assenza di uno sponsor principale fino ai playoff, è stata la partecipazione della gente. Nonostante la crescita della squadra e un ruolino di marcia invidiabile al Palaterme, i numeri sono sempre rimasti scarsi, e nemmeno i match di “cartello” hanno richiamato una presenza sostanziosa. I motivi sono stati diversi: la vecchia abitudine al basket di altissimo livello, i danni causati dai fallimenti dello Sporting Club e dello Sporting Club 2000, le delusioni patite negli ultimi anni di Rb, con la retrocessione dalla Legadue. La principale sfida per il futuro sarà proprio questa: cercare una strada per coinvolgere il bacino “dormiente” di appassionati che, per anni, hanno affollato l’impianto, e che non vanno più alle partite. Sarà un’impresa difficile, perché i tempi sono cambiati e il boom della palla a spicchi è un ricordo, ma l’unico modo è fare un passo alla volta, con serietà e passione.
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