Il Tirreno

Montecatini

Una vittoria dedicata a Max Pellegrini, amico dello Sporting

di Federico Guidi
Una vittoria dedicata a Max Pellegrini, amico dello Sporting

Coach Angelucci ricorda il giornalista scomparso «La squadra ci ha messo qualcosa in più pensando a lui»

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MONTECATINI. «Questa vittoria la dedichiamo a Max, lo facciamo con grande affetto perché era un amico che ci mancherà tantissimo. Ci abbiamo messo qualcosa anche per lui e tutta la squadra e la dirigenza è contenta di potergli dedicare questo successo». Le prime parole di coach Massimo Angelucci nel post partita della sfida vinta contro Empoli sono per Massimiliano Pelelgrini, il giornalista e pubblicitario de La Nazione che seguiva la squadra per la redazione di Montecatini e che è deceduto in settimana per le ferite riportate in un terribile incidente stradale.

Per superare la Computer Gross la formazione rossoblù ha dovuto faticare molto, forse troppo, ma come spiega il coach dello Sporting le forze del gruppo dopo il tour de force degli ultimi giorni erano davvero ridotte al minimo. «Come parziale attenuante posso dire che questa era la terza partita giocata su ritmi considerevoli in pochi giorni e quindi le energie nervose non c’erano più. Abbiamo commesso tanti errori di frenesia ma non avevamo più risorse. Ci siamo attaccati alla determinazione, sono stati commessi molti sbagli in difesa dove non siamo stati precisi e anche in attacco, dove avevamo troppa frenesia e poi abbiamo sbagliato troppi tiri liberi».

L'allenatore di Montecatini preferisce sorvolare sull'arbitraggio più che mediocre e si concentra invece sul traguardo ottenuto dai suoi. «È stata una vittoria del cuore. Nello spogliatoio ci eravamo detti che la partita di giovedì con Cecina era come una semifinale e questa invece una finale - aggiunge ancora Massimo Angelucci - siamo scesi in campo con questo pensiero e alla fine è arrivato il bottino pieno contro due rivali che hanno i nostri stessi obiettivi». Tra i singoli ancora una volta spicca la prestazione di Gabriele Niccolai, che senza mettersi il mantello di Superman è riuscito comunque a diventare una certezza per tutto il gruppo che si affida a lui nei momenti più delicati: «Gabriele ci ha messo tutta la sua classe, la sua esperienza e il suo cuore di capitano. E' un leader silenzioso capace di una parolina ai compagni, di dare una pacca sulla spalla e di prendersi tiri di responsabilità nei momenti importanti». Adeso, dopo tante fatiche ravvicinate, la squadra si godrà una bella pausa fino al 15 aprile quando lo Sporting tornerà in campo per la sfida interna con Prato. «Non vedo l'ora di dargli un po’ di respiro, hanno tirato la carretta in maniera esemplare, in questo periodo avevamo difficoltà anche nel formare i quintetti per allenarsi. Faremo pausa fino a mercoledì pomeriggio poi ci aspetta un mini programma anche con il preparatore atletico in vista della volata finale».

Tocca a Gabriele Niccolai chiudere una serata strana, in cui tutti hanno vissuto sentimenti contrastanti. Il capitano ricorda così Max Pellegrini: «Quanto è successo mi ha colpito molto. Anche in questa serata il pensiero è andato a lui che per me era un amico». Una vittoria triste, una festa rimasta a metà perché fatta senza un compagno di mille battaglie.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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