Gioco
Sporting Club 1949 a Livorno per guarire dal mal di trasferta
I rossoblù contano su uno Stanic più inserito negli schemi Servono una difesa solida e buone percentuali al tiro
MONTECATINI. Che lo Sporting Club sia una squadra tosta sul proprio campo ormai è un fatto assodato.
È possibile che alcuni confronti in programma, su tutti quelli con Bologna e Lucca, possano mettere in crisi il fattore campo fin qui fatto saltare solo da Castellanza, ma in generale la squadra di Angelucci ha trasformato il Palaterme in un fortino.
Le rinnovate ambizioni, che guardano dritto verso i playoff e possono puntare al sesto posto, invece sono ancora in gran parte da verificare in trasferta, dove c'è ancora molto bisogno di crescere.
La prima occasione è oggi alle 18, sul campo del Don Bosco Livorno, al mitico PalaMacchia, dove i rossoblù affronteranno una squadra fresca di cambio della guardia in panchina (Da Prato al posto di Tedeschi) e quindi vogliosa di mostrare subito una svolta.
Qui Sporting. Sul piano tecnico si può contare sul fatto che una settimana in più di allenamento per Stanic possa aver dato maggior conoscenza dei compagni e dei giochi al playmaker arrivato nell'ultimo giorno di mercato. Dal punto di vista della salute invece non è certo una buona notizia il virus influenzale che ha messo ko per qualche giorno Gabriele Niccolai, uno dei migliori in campo domenica scorsa, che sembrava tornato su livelli di rendimento eccellente e che per l'esperienza in trasferta è un elemento fondamentale.
Qui Don Bosco.Livorno resta un campo abbordabile: lo dice la classifica, con il Don Bosco sei punti indietro rispetto ai rossoblù, e lo dicono i recenti progressi di Cavallaro e compagni.
Resta però anche un campo su cui non si può giocare con leggerezza: stavolta a dirlo c'è la tradizione cestistica più importante della Toscana, al di là delle gerarchie attuali e delle denominazioni societarie, e un ambiente che sa sempre offrire un'atmosfera particolare, anche quando non ci sono più i quattromila dei tempi d'oro.
Come Torino. La memoria corre alla trasferta vincente contro il Kopa Cus: per spuntarla oggi allo Sporting serve una gara come quella, solida in difesa e possibilmente con una buona mano da fuori.
Ma ancora di più servono 40 minuti senza pause e, per essere sinceri, è una continuità che, nonostante il buon momento, non si vede almeno dal match con Castelfiorentino, quattro giornate fa.
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