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Sporting Club ancora senza Avanzini sfida la Sangiorgese

di Lorenzo Mei

Problemi in settimana anche per Tommei e Barraco Coach Angelucci chiederà gli straordinari a Procacci

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Non sarà facile per lo Sporting Club 1949 vincere oggi (ore 18) a Castellanza contro la Sangiorgese. Dopo tre colpi messi a segno di fila (la trasferta di Torino e la doppietta in casa) la squadra di Angelucci fa le prove per diventare più ambiziosa, e l'occasione la offre subito il calendario, mettendole di fronte una delle squadre che si trova davanti in classifica. 20 punti per i rossoblù con venti gare giocate, 24 punti con ventuno incontri alle spalle per i padroni di casa. All'andata i rossoblù ebbero la meglio, a fatica, e sperano di fare il bis.

Non sarà facile, dicevamo, non soltanto per la buona caratura dell'avversario, ma anche perché i termali dovranno mettersi nuovamente alla prova senza Avanzini, quindi con un giocatore in meno (il play titolare) nelle rotazioni degli esterni, e perché la settimana non è andata liscia come l’olio. Nell'allenamento di giovedì Andrea Tommei ha subìto una nuova contusione alla coscia nello stesso punto in cui si era fatto male domenica scorsa, e solo a ridosso della partita sapremo se riuscirà a giocare. Febbre alta, sempre giovedì, per Barraco, che ieri stava un po’ meglio e sarà certamente in campo.

Inutile dire che se Tommei fosse a mezzo servizio, serviranno gli straordinari di Alessandro Procacci, ma al di là delle prestazioni individuali potrebbe essere solo una squadra all'arrembaggio a ribaltare il pronostico. Tanto per essere diretti, un primo tempo come quello di domenica scorsa costerebbe quasi di sicuro la sconfitta. E anche nell'amichevole di mercoledì con Prato non si può dire che lo Sporting abbia cominciato con grande aggressività (per usare un eufemismo) tanto da suscitare le ire di Massimo Angelucci dopo i primi due quarti. La partita di campionato però è un'altra faccenda, e i giocatori sanno, o almeno dovrebbero sapere, che per vincere in trasferta serve la stessa ricetta servita a Torino: difesa prima di tutto, e poi magari qualche canestro da fuori oltre ai palloni per i lunghi vicino a canestro.

È una specie di prova di maturità, e non solo tecnica, perché in questo momento c'è qualche li-mite oggettivo (c'è da valutare anche la forma di Niccolai, un po' in ombra nelle ultime gare) che tiene i rossoblù al massimo intorno ai 75 punti. Si tratta di un test soprattutto caratteriale: per entrare nei playoff, e magari continuare a risalire la classifica, serve una squadra adulta. Vediamo se è quella reduce dall'ultima "triplete".

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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