Il Tirreno

Montecatini

Lo Sporting Club ora alza la testa

di Lorenzo Mei

Il tris di successi e una compattezza ritrovata rilanciano le ambizioni dei rossoblù: più vicino l’obiettivo playoff

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MONTECATINI

Alza la testa dopo la terza vittoria consecutiva, e lo Sporting Club 1949 scopre una classifica sorprendentemente buona. Se per molte giornate, anche per colpa di un calendario strano, aveva fatto fatica a stare nelle prime dieci, oggi la formazione di Angelucci si gode un ottavo posto che significa zona playoff.

Non solo, perché osservando meglio la graduatoria si scopre che tutte le squadre che stanno davanti, salvo la Sogema Bologna, hanno giocato almeno una gara in più di Niccolai e compagni. Riepiloghiamo: al turno di riposo già osservato dai termali si è aggiunta la gara rimandata con Bologna, e il totale fa venti partite giocate, di cui dieci vinte, per 20 punti. A quota 22 c'è Empoli, che ha giocato già ventidue volte, e a 24 ci sono Sangiorgese e Torino, entrambe con ventuno gare. Insomma, Montecatini ha la possibilità di recuperare altro terreno nei confronti di queste formazioni se mantiene un buon ruolino di marcia.

Il match appena conquistato con Costa Volpino è pieno di spunti. Prima di tutto dice che lo Sporting in questo mo-mento per vincere ha bisogno di una super difesa. Di lì non si scappa, e il parziale negativo del primo tempo lo dimostra. Allo stesso tempo è evidente che l'attacco ha ancora lacune e fa fatica a superare i 75 punti. Manca qualche canestro dei lunghi, manca (ovviamente) Avanzini, e manca l'apporto consistente di Gabriele Niccolai, che non è in forma. La lettura della partita però dice anche qualcos'altro, in positivo, cioè che la difesa rossoblù in questo momento è in grado di trasformare buone squadre in comparse balbettanti. Era successo a Torino e con Castelfiorentino, ma si poteva sospettare che entrambe fos-sero in una serata negativa. Con la Vivigas però è andata diversamente: dopo un primo tempo spavaldo e brillante, gli ospiti si sono visti chiudere letteralmente la porta in faccia. La pressione di Procacci sui portatori di pal-la, l'impegno di Cavallaro, il buon lavoro (nella ripresa) dei lunghi su Guerci, il contributo di tutti, hanno trasfigurato gli avversari.

Per andare avanti serve la consapevolezza che senza quel tipo di aggressività crolla il castello di carte, al quale manca un elemento fonda-mentale come Avanzini. Resta da dire di Procacci, la scoperta di queste ultime tre giornate. Che fosse un buon prospetto lo avevamo visto nell'under 19, per capire che è dotato di faccia tosta basta parlarci una volta, per vederlo esplodere c'è voluto un po' di spazio in campo. Non potrà giocare sempre così, ma che abbia certi numeri è già una grande notizia.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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