Finanza
PesciaUzzanese, pari di rigore
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Giovanni Maneschi, mister del Pescia Uzzanese Maneschi però recrimina: «Potevamo vincere»
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PESCIA. Una cosa almeno è certa: da qui in avanti il PesciaUzzanese sa chi mandare sul dischetto per calciare i rigori, autentica maledizione dei nerarancio. Dopo tanti precedenti errori dei compagni di squadra, Claudio Salvetti, implacabile cecchino arrivato (o meglio, ritornato) dal mercato invernale, fa due su due dagli undici metri, consentendeno alla squadra di Giovanni Maneschi, di uscire senza danni (2-2) dalla temuta trasferta di Uliveto Terme, cittadina dove è nato e gioca il club dell'Urbino TaccolA. Nella partita dei quattro penalty, sull'altro fronte si esalta Di Rita, realizzando entrambe le conclusioni dal dischetto anche se Maneschi storce un po' la bocca. «I due rigori concessi ai pisani non mi sono apparsi così cristallini - sottolinea - tuttavia, al di là dei singoli episodi, abbiamo avuto un grafico di rendimento piuttoso altalenante. Andati in vantaggio col primo rigore di Salvetti, potevamo e dovevamo gestire meglio una gara che avevamo in pugno. Invece alcune nostre disattenzioni difensive, ultimamente troppo frequenti, hanno permesso ai nostri avversari di ribaltare il risultato. I giocatori dell'Urbino Taccola non sono dei mostri di tecnica ma non dormono e hanno saputo giustamente aprofittare dei nostri errori. Forse la bella vittoria nell'amichevole infrasettimanale con la Fortis Juventus sotto l'aspetto psicologico non ha fatto bene alla squadra». Data la bacchettata al gruppo, ecco però subito la carota. «Nella seconda metà della ripresa ho visto invece il PesciaUzzanese che voglio - prosegue il tecnico dei nerarancio - Cuore, gambe e cervello. Senza contare il prezioso apporto della panchina, perché va detto che Pera e Ruggiero ci hanno dato una bella mano. A ciò aggiungerei le doti del giovane D'Ulivo, ragazzo che sta maturando domenica dopo domenica. È stato un PesciaUzzanese bravo pure a non tirarsi indietro quando l'aspetto agonistico è aumentato, Abbiamo finito in crescendo, sorretti da una buona condizione atletica». R.G.
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