Il Tirreno

Montecatini

Il presidente Pasqui vede un futuro nero per lo sport del pedale

Stefano Fiori
Giacomo Pasqui accanto alla moglie dello scomparso ct Franco Ballerini
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Giacomo Pasqui accanto alla moglie dello scomparso ct Franco Ballerini

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 MONSUMMANO. Tempo di bilanci, con un occhio rivolto al futuro, per la gloriosa Unione ciclistica Monsummanese ed è doveroso parlarne con il presidentissimo Giacomo Pasqui, al vertice della società amaranto dal 1979. Un dirigente, non solo a livello ciclistico, di lungo corso e di comprovata esperienza, che ha il grande pregio di non avere peli sulla lingua e di non sottrarsi ad una costruttiva autocritica.  «Il 2011 della Monsummanese - dice - purtroppo lo definirei mediocre, ma i nostri ragazzi, almeno per quanto riguarda l'impegno profuso in gara, meritano un 6 in pagella. Abbiamo vinto quattro gare, tre con Francesco Lasca che ha poi ottenuto il meritato passaggio al professionismo con uno dei più importanti team spagnoli, e una con il monsummanese Andrea Lupori, che purtroppo non ha avuto offerte per passare prof e così ha dovuto abbandonare il ciclismo agonistico: forse si dedicherà alle Gran fondo». Ma il momento del ciclismo, in generale, non è dei migliori, come riconosce lo stesso Pasqui: «In tanti anni che mi occupo di questo bellissimo sport non mi ero mai trovato in una situazione così disastrosa. Il volontariato sta scomparendo e le società ciclistiche sono state messe di fronte a degli ostacoli insormontabili, costituiti da adempimenti fiscali sempre più rigidi e onerosi, che comportano il controllo costante di commercialisti e tributaristi come avviene per le società commerciali e di capitali. La Federciclismo, da noi sollecitata in occasione di alcune riunioni, aveva promesso di aiutarci ma poi non si è arrivati a nulla e il presidente Di Rocco mi sembra che parli molto e che concluda poco, almeno a favore delle società ciclistiche delle categorie minori ormai abbandonate a loro stesse. Poi c'è il problema, anch'esso irrisolto, del traffico, che tiene lontani i giovani dal ciclismo. Insomma, un quadro a tinte fosche».  Senza considerare il forfait di molti organizzatori.«Purtroppo è così - prosgeue Pasqui - La categoria Juniores, che in pratica costituisce il nostro serbatoio, nel 2012 ha in calendario soltanto una quindicina di gare, contro la cinquantina di appena pochi anni addietro. Stiamo perdendo atleti anno dopo anno e prevedo che già nel 2012 diverse squadre chiuderanno i battenti». Quindi il ciclismo è sull'orlo dell'abisso: «Sono realista, non pessimista. Anche tutto l'indotto commerciale del ciclismo, negozi, fabbriche di bici e abbigliamento, è in crisi. Resta il piccolo raggio di sole costituito dai mondiali 2013 in Toscana e l'ormai certa costruzione dell'atteso ciclodromo in Valdinievole. Un po' di luce in tanto buio».  Intanto per il 2012 la Monsummanese, sponsorizzata dal Calzaturificio Sergio Natalini, Anico e Bedogni, affiderà 10 ciclisti dilettanti ai tecnici Elio Aggiano e Fabio Trinci: i confermati Corrado Gallo, Matteo Gozzi, Marco Ceglia, Mirko Casali, Andrea Poli, Stefano Coli e i nuovi Angelo Raffaele, Alessandro Maestrelli, Eugenio Guastella e Giuseppe Bidolli. Tutti gareggeranno su biciclette Bottecchia e il debutto agonistico è previsto a fine febbraio, nella Firenze-Empoli.

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di Redazione web